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    Plan détaillé Texte intégral Un’osservazione globale Un percorso imprescindibile Notazione musicale Notes de bas de page Auteur

    La musica nella formazione della persona

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    Educare con la musica

    Isidoro Gusberti

    p. 106-108

    Texte intégral Un’osservazione globale Un percorso imprescindibile Notazione musicale Notes de bas de page Auteur

    Texte intégral

    Un’osservazione globale

    1Riflettere e confrontarsi su ciò che rappresenta “la musica” oggi, nell’ambito dello sviluppo, dell’equilibrio e della crescita globale della persona, ci porta molto lontano, tuttavia il nostro ruolo di educatori e di didatti, ci impone alcune considerazioni; ecco pertanto il mio personale punto d’osservazione maturato in quasi quarant’anni di attività su queste problematiche.

    2Per musica, intendo l’intero “sistema sonoro” che ci circonda, ciò che sentiamo, che percepiamo e che “viviamo”, in tutte le sue forme ed espressioni; considerando poi come i tempi siano cambiati e, insieme siano mutate anche le condizioni ambientali, ecco che il ripensare i modi di approccio metodologico-didattico in materia di educazione e formazione musicale risulta essere doveroso e necessario. È anacronistico pensare di proporre o riproporre metodologie di approccio musicale, in uso solo qualche anno fa; chi avesse questa convinzione vivrebbe al di fuori dei concreti confronti educativi, posti in essere dai nuovi contesti formativi. Basti per capire questo concetto una sola osservazione, quella relativa alla mancanza di quegli spazi di silenzio, che un tempo dividevano e diversificavano i vari momenti sonori e che rappresentavano valido contributo nel destare l’interesse verso “l’elemento ritmico sonoro”. Il fatto, per esempio, che tutto sia ormai pervaso ed invaso da suoni e rumori induce inevitabilmente a modificare l’approccio metodologico al sistema sonoro e, la mancanza di quegli spazi di silenzio, rende più difficile incuriosire e mantenere desta l’attenzione. I nostri ritmi di vita (i quali hanno contribuito non poco ad abbassare la soglia d’attenzione e di approfondimento) e i nostri percorsi lavorativi, sono costantemente accompagnati e scanditi da “colonne sonore”42 e questo non può non trovare considerazioni, nel corso di analisi di progetti e percorsi educativi e formativi, destinati a soggetti in età evolutiva. Il “sentire” o “dover sentire qualcosa” non di rado irrita e ciò non può che nuocere al nostro stato affettivo ed emotivo e di conseguenza, anche a quello comportamentale, innescando spesso un processo costruttivo di “barriere psicologiche” tali da impedire, nel presente e forse, anche nel futuro, ulteriori passaggi e trasmissioni dell’elemento sonoro, indipendentemente dai suoi contenuti. Considerando pertanto come tutti si sia sottoposti e condizionati dal mondo sonoro che ci circonda, dobbiamo pensare a come l’approccio metodologico-musicale possa diventare incidente nel progetto formativo del soggetto e, per far questo, non solo si dovranno tenere presenti percorsi di informazione e di conoscenza, ma anche connotati di “destrutturazione” dei “disturbi sonori” che, volontariamente o involontariamente, siano già presenti nel soggetto in età evolutiva. E allora, come possiamo fare per qualificare il mondo sonoro e renderlo specifico quale elemento formativo nei processi di crescita e di educazione? La risposta è tutt’altro che semplice, ma può essere ricercata in una osservazione e in uno studio particolare sui soggetti in età evolutiva ed anche nelle nostre capacità di apertura alle “nuove frontiere di conoscenza e di integrazione musicale”, inventando e promuovendo percorsi coinvolgenti e aggreganti che orientino, indirizzino armonicamente ed interagiscano con tutta la sfera globale educativa e formativa. Un aspetto che ritengo importante e che vorrei evidenziare nelle modalità della comunicazione musicale è quello che vede la sua trasmissione svolta con quella che comunemente si definisce “passione”; quella passione intensa e sentita, contagiosa e che spesso riesce a trasformarsi in un insostituibile veicolo per l’affermazione, l’accoglienza e la condivisione del dato sonoro, la “passione nel/del comunicare”, quell’imperscrutabile modo che talvolta può contribuire efficacemente a far superare difficoltà didattiche o metodologiche, migliorare qualitativamente e forse anche quantitativamente, le aspettative nel raggiungimento degli obiettivi. Su questo aspetto credo moltissimo e i miei tanti anni di esperienza in questo ambito educativo me lo fanno ritenere una componente veramente importante.

    Un percorso imprescindibile

    3Un’altra componente che il tempo non riesce a scalfire ed intaccare, è quella della scoperta della voce e della vocalità, percorso insostituibile nella formazione musicale. Per quanto possa sembrare strano, il nostro rapporto con la voce non è così “naturale” come potrebbe e dovrebbe essere.

    4Una volta esistevano moltissime “palestre” che costituivano il naturale ambiente espressivo vocale, dalla casa, con le mamme e le nonne che cantavano, fino ad arrivare alle osterie, nelle quali sentivi intonare terze e seste, con tale spigliatezza da far invidia, oggi, ai più agguerriti sostenitori dei metodi di accordatura storici43. A noi rimane pressoché solo l’ambito scolare, per “dare voce” alla spontaneità, alla sensibilità ed alle emozioni dei bambini; la voce, questo meraviglioso ed insostituibile strumento capace di far conseguire scoperte ed affermazioni di sé, totali e gratificanti. È chiaro comunque come anche questo approccio abbia variabili metodologiche. Un percorso fattibile in una comunità sonora potrebbe non essere proponibile in altre e ciò per le innumerevoli peculiarità che ciascuna di esse possiede. L’educazione al canto, meglio se trattasi di canto corale44 è da ascriversi fra le dinamiche più significative ed incidenti in ambito formativo ed educativo; in questo complesso discorso anche l’ascolto musicale ha un suo ruolo importante nell’educazione musicale (culturale), ma considero questo mezzo con una certa delicatezza. La musica è di per sé un linguaggio profondamente complesso ed estremamente efficace, con un effetto diretto sui nostri sentimenti ed emozioni, per questo la scelta del cosa far ascoltare va valutata per l’intera serie di messaggi che questo o quel componimento comunica. Un errore nell’ascolto musicale, spesso usato con troppa disinvoltura, può causare reazioni involontarie ed errate: quante volte siamo rimasti un po’ sconcertati di fronte a certe reazioni di bambini dopo un ascolto? Quante volte ci siamo interrogati sul perché di certe risposte, in contrasto con le nostre aspettative?

    5E qui mi fermo, poiché addentrarsi nell’intimità delle emozioni e dei sentimenti a cui l’ascolto può portare dovrebbe porre in essere confronti molto più approfonditi, sia sui contenuti che sulle modalità. Una cosa però è necessario sottolineare: quando si va ad attuare un ascolto musicale, si pensi anche ad una forma di mediazione tra i linguaggi; per esempio, trattare di musica descrittiva o musica a programma, con relative spiegazioni ed informazioni, timbri di strumenti, cellule ritmiche, riferimenti storici, in modo da guidare l’immaginazione.

    6Altro aspetto significativo potrebbe essere quello di considerare la musica come componente interdisciplinare nei vari percorsi formativi. Pensiamo, ad esempio, alle potenzialità ed alle opportunità esistenti nella Scuola dell’infanzia, prima ancora che nella Scuola primaria, alle quali mi rivolgo con più determinazione per l’iniziazione alla vita musicale, prima che questa li trovi sprovvisti nella conoscenza e sprovveduti nell’accoglienza.

    Notazione musicale

    7L’ultimo aspetto che è opportuno trattare è quello della lettura della notazione musicale. Personalmente sono fra coloro che sostengono quanto il “vedere”, faccia capire molto di più che non il “sentire” e “ripetere”. Il metodo Educare con la Musica di mia ideazione parte proprio da questi principi e cioè che prima i segni si vedano graficamente, si capiscano nella loro forma, posizione e ruolo e poi si eseguano; questo principio di lavoro è concepito sulla base di esperienze metodo- logiche e di approccio didattico che fa riferimento alle “chiavi antiche”, attraverso le quali risulta essere più facilmente comprensibile la ragione delle righe, degli spazi e, quindi, della posizione delle note e conseguentemente, dei suoni.

    8Per la lettura ritmica, al fine di facilitare il buon esito della stessa e del conseguente dettato, sorprendente è stato l’uso del quadretto, inteso come spazio temporale, entro cui disegnare i vari elementi e segni ritmici. Tuttavia, rimando a successive pubblicazioni l’argomentare ulteriormente queste personali metodologie e la loro validità comprovata dalle tante istituzioni che adottano Educare con la Musica. A conclusione è necessario ribadire come il Conservatorio “G. Nicolini” da tempo si stia occupando di “educazione musicale” attraverso corsi propedeutici, corsi di formazione per docenti e soprattutto di rapporti con le Scuole, in quanto se vero è che “il mondo sonoro” ormai ci accompagna nella nostra quotidianità, altrettanto vero è che di esso sempre di più dovremmo appropriarci, per meglio conoscerne e condividerne l’eterno fascino, in continua evoluzione.

    Notes de bas de page

    42 Abitualmente il concetto di “colonna sonora” indica la musica al servizio di una data circostanza visiva, ma contestualmente a questo scritto esso acquista un significato più globale, ovvero tutta una serie di suoni ben ingegnati che ci accompagnano, seguono e rapiscono la nostra attenzione in ogni ambiente.

    43 Isidoro Gusberti, La musica nella formazione e nello sviluppo del bambino: alcune riflessioni, Milano, edizioni Suvini Zerbini, “La Cartellina”, anno quinto n° 18 aprile 1981

    44 Roberto Goitre, Cantar leggendo, Milano, edizioni Suvini Zerbini, 1972, pp. I- XII

    Auteur

    • Isidoro Gusberti
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    43 Isidoro Gusberti, La musica nella formazione e nello sviluppo del bambino: alcune riflessioni, Milano, edizioni Suvini Zerbini, “La Cartellina”, anno quinto n° 18 aprile 1981

    44 Roberto Goitre, Cantar leggendo, Milano, edizioni Suvini Zerbini, 1972, pp. I- XII

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    Gusberti, I. (2010). Educare con la musica. In G. Oliva (éd.), La musica nella formazione della persona. Arona: Editore XY.IT. https://doi.org/10.4000/books.xy.416
    Gusberti, Isidoro. « Educare con la musica ». In La musica nella formazione della persona, édité par Gaetano Oliva. Arona: Editore XY.IT, 2010. doi:10.4000/books.xy.416.
    Gusberti, Isidoro. « Educare con la musica ». La musica nella formazione della persona, édité par Gaetano Oliva, Editore XY.IT, 2010, https://doi.org/10.4000/books.xy.416.

    Référence numérique du livre

    Format

    Oliva, G. (éd.). (2010). La musica nella formazione della persona. Arona: Editore XY.IT. https://doi.org/10.4000/books.xy.338
    Oliva, Gaetano, éd. La musica nella formazione della persona. Arona: Editore XY.IT, 2010. doi:10.4000/books.xy.338.
    Oliva, Gaetano, éditeur. La musica nella formazione della persona. Editore XY.IT, 2010, https://doi.org/10.4000/books.xy.338.
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