1 Ministero della Pubblica Istruzione, Programmi didattici per la scuola primari. Decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1985 n. 184, pubblicato nel supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale” n. 76 del 29 marzo 1985, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1985.
2 Programmi didattici per la scuola primaria, cit., “Storia -geografia – studi sociali”, p. 51
3 In questo paragrafo, tutte le citazioni appartengono al documento programmatico indicato nel titolo.
4 Cfr., Cesare Scurati, Strutturalismo e scuola, Brescia, Editrice La Scuola, 1972.
5 Cfr., D.M. 3.06.1991, Nuovi Orientamenti dell’attività educativa nelle scuole materne statali.
6 In questo paragrafo, tutte le citazioni appartengono al documento programmatico indicato nel titolo.
7 Cfr., Eric Berne, A che gioco giochiamo, Milano, Bompiani, 1969, p. 67: «L’educazione del bambino è il processo per cui il bambino impara a scegliere e a giocare i suoi giochi. Impara anche le procedure, i rituali e i passatempi adatti alla posizione che occuperà nella situazione sociale locale; ma questi sono meno importanti. La conoscenza delle procedure, dei rituali e dei passatempi e l’abilità di cui darà prova determineranno, a parità delle altre condizioni, le occasioni che gli si presenteranno; ma i giochi determineranno l’uso che saprà farne e l’esito delle situazioni nelle quali verrà a trovarsi. In quanto elementi del suo script, del piano di vita che avrà inconsciamente progettato, i giochi scelti contribuiranno a determinare il suo destino.
8 Cfr., Friedrich W. A. Froebel, L’educazione dell’uomo ed altri scritti, Firenze, La Nuova Italia, 1999; cfr., inoltre, Massimo Grazzini, Duilio Gasparini, Bruno Antonio Bellerate, Il grande Frobel delle opere minori: interpretazioni, testi e nuovi materiali: contributi per una storia dell’educazione e della scuola infantile in Italia, Brescia, Istituto di Mompiano, 1999.
9 Cfr., Francesco De Bartolomeis, Il bambino dai tre ai sei anni e la nuova scuola infantile, Firenze, La Nuova Italia Editrice, 1968.
10 Cfr., Johan Huizinga, Homo ludens, Torino, Einaudi, 2002.
11 A questo proposito sarà interessante leggere le Indicazioni ministeriali promulgate nel decennio 2000/2010, che esplicitamente e più volte indicano nel bambino il centro dell’attività scolastica.
12 Ad esempio, si vedano Indicazioni Nazionali, allegato A-La scuola dell’infanzia, (2004): «... La valorizzazione del gioco in tutte le sue forme ed espressioni (e, in particolare, del gioco di finzione...): la strutturazione ludiforme dell’attività didattica assicura ai bambini esperienze di apprendimento in tutte le dimensioni della loro personalità».
13 Cfr., Lawrence Stenhouse, Dal programma al curricolo, Roma, A. Armando, 1979, p. 121.
14 Ibidem.
15 Istituto Regionale di Ricerca e Sperimentazione Educative.
16 Michele Francipane (a cura di), La scuola in gioco, Quaderni IRRSAE/Lombardia, supplemento al Bollettino Irrsae Lombardia n. 42, Milano, 1993, pp. 9-10.
17 Cesare Scurati, Ludomatetico: una proposta per la scuola, in Michele Francipane (a cura di), La scuola in gioco, cit., p. 35.
18 Ivi, pp.43-46.
19 Cfìr., Enrico M. Salati, Il ludomatetico nelle strategie didattico-curricolari, in Michele Francipane (a cura di), La scuola in gioco, cit., pp. 75-88.
20 Cfr., Luisella Macchi, in Enrico M. Salati, Alfredo Tornaghi (a cura di), Sentieri dell’unità, Milano, IRRSAE/Lombardia, coll. NP’85, 1992.
21 Cfr., D.P.R. 104/85, Programmi didattici per la scuola primaria, all’introduzione a Storia, Geografia, Studi sociali.
22 Ivi, all’Introduzione alla parte disciplinare.
23 Cfr., Robert Gagnè, Psicologia cognitiva ed apprendimento scolastico, Torino, S.E.I., 1989
24 Estratto dalla relazione finale di un’insegnante ricercatrice.
25 23 Cfr., D.M. 3.06.1991, Nuovi orientamenti dell’attività educativa nelle scuole materne statali, cit., parte quarta: “Lineamenti di metodo”.
26 Cfr., Franco Passatore, Silvio De Stefanis, Io ero l’albero, tu il cavallo, Rimini, Guaraldi, 1972.
27 Cfr., Gottardo Blasich, Drammatizzazione nella scuola, Torino, Elle Di Ci, 1981, p. 9.
28 Cfr., Ivi, p. 13.
29 Giorgio Strehler, Ugo Ronfani, Io, Strehler. Conversazioni con Ugo Ronfani, Milano, Rusconi, 1986, p. 110.
30 Cfr., Gottardo Blasich, Drammatizzazione nella scuola, cit., p. 22.
31 Cfr., Elisa Mantovani, Il giuoco dramma. Esperimenti di dialogo spontaneo tra i fanciulli, Brescia, Editrice La Scuola, 1968.
32 Ivi, p. 115.
33 Ivi, p. 117
34 Cfr., Andres Manjon, Le Scuole dell’Ave Maria, Firenze, Valmartina E., 1958.
35 Jean-Marie Conty, che fu laureato a massimi voti al Politecnico, campione internazionale di pallacanestro, pilota di aerei postali con Antoine de St Exupéry e responsabile dell’Educazione fisica a livello nazionale in Francia fu promotore di “L’éducation par le jeu dramatique”, scuola basata su metodi non convenzionali, in cui il grande attore, mimo e pedagogo francese Jacques Lecoq insegnava “espressione corporale”.
36 Cfr., Elisa Mantovani, Il giuoco dramma, cit., p. 98.
37 Cfr., Ivi, p. 100.