4. Vedersi allo specchio: arte e seconda natura

p. 87-118


Extrait

4.1. Autotelia oggettuale e gioco

1Le pitture di Lascaux ci presentano delle raffigurazioni di animali, rappresentazioni di un mondo, come per Heidegger è il quadro di van Gogh. Secondo Bataille, la disposizione di queste figure sulle pareti conferisce loro un senso del tutto peculiare: esse si susseguono come una giostra, col che egli allude al carattere ludico che sottende la loro produzione. Prima, o oltre che essere homo sapiens, l’uomo di Lascaux infatti è per Bataille un homo ludens. Con ciò egli mette in luce il nesso, sottolineato da più parti, in particolare da Johan Huizinga nel suo libro del 1939 Homo ludens, tra gioco, nascita dell’arte e nascita della cultura1. L’assenza di scopo della produzione artistica rappresenta per Bataille il passaggio dal lavoro (cioè dalla produzione tecnica degli strumenti) al gioco: in essa l’uomo distoglie lo sguardo dalle occupazioni quotidiane per sperimentare un’attività fine a sé stessa.

2Nell’ambito dell’agire in vista di un fine, A

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