3. Duplicare la natura: la potenza della poíesis

p. 64-86


Extrait

3.1. Conoscenza e immanenza

1Lascaux, scrive Bataille, è come un segno cieco inviato a noi, un segno per gran parte incomprensibile, ma che tuttavia ci dice qualcosa di molto chiaro: che quel che abbiamo davanti agli occhi è stato prodotto da qualcuno simile a noi. Si tratta di una identificazione analogica, certo, mediata dal segno, il quale rimanda al vero termine medio di questa analogia: l’essere sapiens di quella forma d’uomo. Un segno in generale funziona se rimanda a qualcosa che non è del suo stesso ordine, che è rispetto ad esso asimmetrico. Deleuze chiama “segnale” un sistema di questo tipo: «Chiamiamo “segnale” un sistema dotato di elementi di dissimmetria, provvisto di ordini di grandezza differenti; chiamo “segno” ciò che accade in tale sistema, ciò che balena nell’intervallo, come una comunicazione che si stabilisce tra i differenti ordini»1. Un segnale suppone quel che, riferendoci a Kant, abbiamo chiamato “asimmetria cognitiva”: la possibilità “sintetica” di coll

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