Presentazione
p. 7-9
Texte intégral
«È quindi evidente che l’enunciato della regola fondamentale tutto sommato è dire, a una persona che viene per domandarvi qualcosa, eventualmente un aiuto, la regola fondamentale. Che non è altro che farle notare che bisogna patire e tribolare un minimo per fare qualcosa insieme, vale a dire che la cosa non funziona se in un modo o in un altro non si arriva fino a ciò che dispiace, non già all’analista, ma che dispiace profondamente a chiunque: fare uno sforzo»1.
1La collana “Biblioteca di Attualità Lacaniana”, con questa pubblicazione che raccoglie vari contributi di psicoanalisti del Campo freudiano, aggiunge e prosegue l’apporto di temi di lavoro e riflessione della psicoanalisi nel dibattito contemporaneo sul disagio della civiltà.
2Abitare l’orientamento lacaniano fa consistere un legame sociale fra coloro che praticano la clinica, dibattono, pongono il campo di esperienza in cui sono impegnati al controllo interno della comunità analitica. Si tratta di un dibattito in permanenza sulla centralità freudiana dell’inconscio, sulla quale Lacan ha posto il suo insegnamento, alimentato dal desiderio incessante che lo causava.
3Il tema sulla pratica analitica farà compiere al lettore un percorso fra i principi della cura analitica, come gli autori con il loro contributo ne hanno portato al dibattito, frutto del costante aggiornamento che la clinica porta alla ribalta.
4Il tempo in cui si sono tenuti tali lavori su questo argomento era propizio. Per l’analista, o meglio per il desiderio dell’analista, si tratta di contrastare il reale. Dice Jacques Lacan nel 1974: «Egli ha la missione di contrastarlo. Nonostante tutto, il reale potrebbe anche prender la briglia, soprattutto da quando ha l’appoggio del discorso scientifico»2.
5Gennaio 2020: Wuhan, causa diffusione rapida di contagi da Covid-19, inizia il primo lockdown di massa. Febbraio 2020: l’Italia si trova improvvisamente, prima porta in Occidente dopo la Cina, a sbrogliarsela con contagi e ricoveri a catena. Marzo 2020: l’Oms dichiara lo stato di pandemia a livello mondiale.
6Si hanno da aggiornare i programmi, ma non solo. Occorre, per una Scuola di Psicoanalisi, scegliere i temi di lavoro, dinanzi all’imperversare del reale: da una parte il reale di un virus, dall’altra il reale che abita ciascuno, rispetto alla propria singolare causa.
7La pratica analitica nell’orientamento lacaniano, dunque, diviene subito il tema assunto nella vita della Scuola. In tempi rapidi si mettono a punto cinque incontri: il focus di ciascuno di essi ne fa la punteggiatura. C.S.T. (clinica sotto transfert), La presenza dell’analista, L’interpretazione analitica, La funzione del tempo nella seduta analitica, L’atto analitico animeranno gli incontri che si susseguiranno.
8A condurre i lavori sono:
- AE (Analyste de l’École), ai quali la Scuola attribuisce la nomina «di essere tra coloro che possono testimoniare dei problemi cruciali nei punti vivi a cui sono giunti riguardo all’analisi»3.
- AME (Analyste Membre de l’École), psicoanalisti, della cui pratica la Scuola ha riconosciuto di darne prova, concedendone il titolo.
9Le prime cinque parti della presente pubblicazione sono dunque delineate dalla logica dell’insegnamento lacaniano, orientate dai principi della psicoanalisi e dalla direzione della cura. Ciascuna di esse è declinata da due prospettive, scritte da Lacan proprio nel fondare la Scuola.
10La sesta ed ultima parte è costituita da quattro contributi di colleghi che hanno, fra gli altri, animato e sostenuto il dibattito.
11Ci piace riprendere rapidamente, a presentazione del libro, l’atto compiuto da Jacques Lacan, quando nel febbraio del 1979 creò la Fondazione del Campo freudiano per coloro che, con il loro lavoro, sostengono, dibattono, approfondiscono la causa analitica, diffondono il discorso della psicoanalisi. Da queste fondamenta lacaniane sono sorti via, via: sette Scuole sparse nel mondo, gli Istituti del Campo freudiano, la Federazione Internazionale delle Biblioteche del Campo freudiano, una fitta rete di fermenti decisi, desideranti nella trasmissione della causa analitica, che trae la sua linfa nella scoperta freudiana, preservandone i suoi principi dinanzi al disagio della civiltà.
12Jacques-Alain Miller ha preso il testimone dell’insegnamento di Jacques Lacan, traducendolo, commentandolo, delucidandolo, pur sempre nello sforzo di avanzamento e riconquista del campo aperto da Sigmund Freud, davanti ai tanti uditori che si sono riuniti e succeduti al suo corso a Parigi, provenienti da più parti dell’Europa e del mondo.
13L’orientamento lacaniano nella pratica analitica richiede uno sforzo. Sul versante della pratica si tratta di poter circoscrivere, isolare il sintomo, fra le pastoie dei significanti, dei segni, dei Nomi del Padre o meno e non solo, che si rinnovano e modificano per ciascuno. Sul versante epistemico, poter cogliere i passaggi logici che si rinnovano nell’epoca che stiamo vivendo. Sul versante politico, occorre poter ascoltare i dettagli, i lampi che l’inconscio non cessa di produrre, affinché ne possa emergere la singolarità, unica e sola per ciascuno, rispetto all’oggetto-causa, che soggettiva il vivente. Per i soggetti che si fanno ingaggiare nell’esperienza analitica e se ne sostengono nell’estrazione di pezzi, trame di inconscio che si cadaverizzano, si produce un buco singolare, causa e sorgente del desiderio.
14Anche il leggere, l’incontrare questa lettura richiede uno sforzo: nel ricercare, sostenere, al di là dell’ordinario che abita la psicopatologia della vita quotidiana, la singolarità dell’esistenza di ciascun essere umano.
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