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    Publications du Centre Jean Bérard
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    Plan détaillé Texte intégral A) Ceramica di produzione locale del periodo LG I (ca. 750-725) B) Ceramica importata del periodo LG I C) Ceramica di produzione locale del periodo LG II (ca. 725-700) D) Ceramica importata del periodo LG II Auteur

    La céramique grecque ou de tradition grecque au VIIIe siècle en Italie centrale et méridionale

    Ce livre est recensé par

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    Pithekoussai (Ischia)

    Giorgio Buchner

    p. 103-107

    Texte intégral A) Ceramica di produzione locale del periodo LG I (ca. 750-725) a) Ceramica figurata di stile euboico localmente prodotta a Pithekoussai b) Imitazioni locali di ceramica LG corinzia c) Kotylai euboiche con serie di uccelli bipedi, di derivazione corinzia, e loro imitazioni locali B) Ceramica importata del periodo LG I C) Ceramica di produzione locale del periodo LG II (ca. 725-700) D) Ceramica importata del periodo LG II Auteur

    Texte intégral

    1Viene presentato un campionario della ceramica greca geometrica, rinvenuta ad Ischia, specie del periodo LG I, in modo da dare ai convenuti la possibilità di diretti confronti con i campioni di ceramica rinvenuta in altre località della Sicilia e dell’Italia meridionale e centrale che saranno presentati — si spera in numero più ampio possibile — da altri partecipanti al Convegno.

    A) Ceramica di produzione locale del periodo LG I (ca. 750-725)

    a) Ceramica figurata di stile euboico localmente prodotta a Pithekoussai

    2Fiorisce soprattutto nel LG I. Frequente nei livelli di abitazione (Monte di Vico — scarico Gosetti e Mezzavia — località Mazzola), essa si trova soltanto in rari esempi nella necropoli (anfora AR 1970-1971, 63, fig. 1; lekythos a forma di botticella, ibid. 64, fig. 3; lekythos a corpo emisferico con albero sacro affiancato da capridi rampanti dipinti sul piano d’appoggio, ibid. 64, fig. 2, tutti e tre stratigraficamente datati LG I). I motivi più frequentemente ricorrenti si trovano riuniti sul cratere Cesnola, come risalta dal confronto dei campioni, esposti insieme alla riproduzione fotografica in grandezza naturale del cratere stesso. Fa eccezione, tuttavia, un elemento decorativo particolare molto frequente a Pithekoussai: il complesso motivo triangolare che ricorda il cosiddetto «albero rodio» e che si trova invariabilmente sotto il ventre dei cavalli legati alla mangiatoia e con doppia ascia pendente sopra la schiena (e raramente anche singolo) (Expedition 14, 2, 1972, 38, fig. 4; Dial. d. Arch. 1969, fig. 27, in basso). Questo motivo non compare mai nelle rappresentazioni, per il resto identiche, di cavalli legati alla mangiatoia, e con doppia ascia, del pittore di Cesnola e della sua bottega. Lo stesso motivo, e nello stesso posto sotto il cavallo con doppia ascia, si trova invece su un frammento (esposto) del collo cilindrico di un’anfora importata, certamente di produzione euboica originale come si desume dalla qualità della terracotta, rinvenuto sporadico nella necropoli di San Montano (non ne conosco altri esempi). Questo particolare insegna che, nonostante le strette affinità, bisogna essere cauti a ammettere una diretta influenza del pittore di Cesnola sulla ceramica localmente prodotta a Pithekoussai.

    b) Imitazioni locali di ceramica LG corinzia

    3Molto frequenti, specie negli abitati, ma anche nella necropoli, sono le imitazioni di produzione locale della kotyle tipo Aetos 666, meno frequenti, ma non rare, quelle delle kotylai emisferiche interamente verniciate in nero. Sono invece molto rare le imitazioni locali di kotylai emisferiche con gru (heron). Ugualmente molto rare quelle di skyphoi tipo Thapsos con pannello.

    c) Kotylai euboiche con serie di uccelli bipedi, di derivazione corinzia, e loro imitazioni locali

    4È il tipo per la prima volta identificato da Boardman (BSA 52, 1957, 6-7, pl. 2 b; GGP 191, pl. 41 h (da Ischia)), a Calcide e a Al Mina, caratterizzato da poche linee bianche sovradipinte, all’esterno e all’interno della vasca. I sei esemplari più o meno completi rinvenuti a Ischia nella necropoli (cui si aggiunge un certo numero di frammenti dagli abitati) sono tutti sporadici, ma la forma che è ancora quella emisferica e la decorazione delle anse con trattini verticali (barred handles) indicano che questo tipo di kotylai è da assegnare ancora alla fase finale del LG I — o, se si preferisce, a una fase di transizione LG I-II. La grande maggioranza degli esemplari rinvenuti ad Ischia, come possiamo affermare oggi con una migliore conoscenza della terracotta dei prodotti euboici originali, sono imitazioni di produzione locale, mentre un esemplare è certamente euboico originale e appartiene alla variante con due linee ondulate orizzontali nel centro, come BSA 52, 1957, pl. 2 b (d) da Al Mina.

    B) Ceramica importata del periodo LG I

    5Si tratta principalmente di ceramica LG corinzia, di cui viene presentato un campionario.

    6Da Monte di Vico — scarico Gosetti — provengono frammenti di crateri simili a Corinth XIII North Cem., pl. 10, S 2, S 3 (= GGP pl. 19, g, h). Kotylai tipo Aetos 666 sono piuttosto rare (tre es. dalla necropoli, alcuni framm. dagli abitati), mentre abbondano, come si è detto, le imitazioni locali. Molto frequenti, invece, specie negli abitati, gli skyphoi originali tipo Thapsos con pannello (per i motivi decorativi del pannello cfr. la tabella presentata da C. W. Neeft nel suo intervento — e rarissime le imitazioni locali. Le ragioni di questa sorprendente differenza restano oscure.

    C) Ceramica di produzione locale del periodo LG II (ca. 725-700)

    7a) La produzione di ceramica figurata di stile euboico continua nel LG II ma una determinazione cronologica più precisa spesso non è facile, trattandosi quasi esclusivamente di frammenti provenienti da livelli di abitazione. Dalla necropoli proviene soltanto il cratere del Naufragio, noto da molto tempo. Pur essendo stato ricomposto da frammenti sporadici sparsi, si ricava tuttavia una indicazione cronologica dalla circostanza che alcuni frammenti sono stati rinvenuti sotto la lente di terra nera di un tumulo a cremazione (148) del periodo LG II avanzato contenente un aryballos globulare EPC di imitazione locale. Il cratere del Naufragio, tuttavia, è piuttosto un prodotto locale ibrido che presenta elementi derivati dalla ceramica EPC (la forma del vaso e la decorazione del collo — cfr. GGP pl. 21 k —, la stilizzazione dei pesci).

    8b) Una classe ben definita di ceramica locale di tradizione euboica, limitata al LG II è rappresentata da piccoli vasi chiusi (aryballoi, lekythoi slanciate con ansa dal collo alla spalla, lekythoi a corpo conico). Già nota dalla necropoli di Cuma (e per lungo tempo classificata erroneamente come cretese), questa classe è molto frequente nella necropoli pithecusana (cfr. GGP 191, 194, 195, pl. 41 f, g, j). Possiamo affermare oggi con certezza che la grande maggioranza dei vasi di questa classe, da Ischia come da Cuma, è di produzione locale: 113 es. schedati dalla necropoli di San Montano (75 aryballoi, 17 lekythoi, 21 lekythoi a corpo conico), contro quattro aryballoi importati, di argilla euboica, cui si aggiunge un frammento dallo scarico Gosetti (esposto).

    9c) La maggior parte della restante ceramica locale LG II proveniente dalla necropoli imita strettamente le forme e la decorazione delta ceramica EPC (oinochoai, lekythoi a corpo conico, kotylai, skyphoi di tipo Thapsos tardo, senza pannello e interamente verniciati al disotto del livello delle anse, piccoli kantharoi interamente verniciati in rosso o nero, pissidi a pareti diritte). Più rare che a Cuma sono le imitazioni locali di aryballoi globulari EPC. Ciò è dovuto alla circostanza che esse appaiono nella fase finale del LG II = EPC, alla quale appartengono relativamente poche delle tombe finora scavate.

    10Di tutti questi tipi di vasi si trovano anche esemplari importati di produzione EPC originale, tra cui particolarmente frequenti, nella necropoli, gli aryballoi (70 es.) e le kotylai (23 es.).

    11d) Altre forme di ceramica locale LG II

    1. Lekanai monoansate decorate invariabilmente con linea o fascia ondulata all’altezza dell’ansa e linee o fasce orizzontali all’esterno e all’interno; sul labbro, opposte all’ansa, una o tre linguette. Molto frequenti nei livelli di abitazione, più rare nelle tombe. La loro produzione continua nel VII sec. Per questo tipo, frequente anche a Pontecagnano, vedi D’Agostino, Pontecagnano, ΝSc 1968, 104 e fig. 19. Le coppette carenate (cfr. Pontecagnano, cit., 105 e fig. 21) e quelle su piede (ibid., 105 e fig. 21) compaiono invece a Ischia soltanto nel primo quarto del VII sec., associate con aryballoi ovoidi MPC.

    2. Piatti bassi con ampio labbro, variamente decorati. Gli esemplari più antichi appartengono al LG II; la forma continua per tutto il VII sec. Questa sagoma, sconosciuta in Grecia, si diffonde poi nell’Italia centrale. (Cfr. Pontecagnano, cit., 105, 108 e fig. 10).

    3. Brocchette con corpo subcilindrico e bocca circolare, decorate con linea ondulata sulla spalla, fasce e linee. Anche questa forma non ha confronti diretti in Grecia, mentre si trova nell’Italia centrale. Frequente a Pontecagnano (cit., 101-104 e fig. 18).

    12e) Ceramica con ingubbiatura rossa lucidata (burnished red slip)

    13Tra la ceramica greca casalinga d’impasto («kitchen ware») di produzione locale — e di qualità più fine — si trovano, non molto frequentemente, degli esemplari di forme diverse interamente o parzialmente ricoperti di ingubbiatura rossa lucidata. Dalla necropoli, in contesto LG II, proviene uno scodellone carenato con ingubbiatura rossa lucidata all’interno e all’esterno sull’alto labbro verticale, mentre l’esterno dell’ampia vasca non è ingubbiato (tomba 477). Un maggior numero di frammenti (alcuni esposti) proviene dai livelli di abitazione. Questa ingubbiatura rossa ha lo stesso aspetto del ben noto e diffuso burnished red slip fenicio e punico e dev’essere stato ottenuto con la stessa tecnica e ad imitazioni di questo. Non mancano, del resto, a Pithekoussai stessa esempi di ceramica fenicia importata con red slip (dalla necropoli la lekythos «à bobèche» — Metropoli e Colonie, Atti III Convegno Taranto, fig. 6a — in corredo LG II; dai livelli di abitazione un framm. di cd. thymiaterion e un framm. di piatto che reca un graffito fenicio sotto il fondo — questi ultimi esposti).

    14Resta da indagare fino a che punto il procedimento tecnico usato per la ceramica d’impasto a superficie rossa lucidata dell’Italia centrale possa derivare dal red slip pithecusano, e quindi mediatamente da quello fenicio.

    15(Erra tuttavia P. Kyle Mc Carter — AJA 79, 1975, 140-141 — quando suppone, senza averne conoscenza diretta, che il piccolo frammento con quattro lettere graffite, dalla necropoli di San Montano, interpretate da M. Guarducci come greche (ArchCl 16, 1964, 129 e tav. 40,2; Epigrafia Greca I, 1967, 225) fosse red slip fenicio. Il frammento appartiene invece ad un piccolo kantharos EPC interamente verniciato in rosso e sicuramente di imitazione locale. Non c’è alcun dubbio, peraltro, che si tratta in realtà di un’iscrizione fenicia e non greca).

    D) Ceramica importata del periodo LG II

    16a) Ceramica EPC (vedi sopra C.c), 2° capoverso).

    17b) Ceramica euboica. Oltre agli esempi già menzionati sono da ricordare due crateri dalla tomba a cremazione della «coppa di Nestore» (AR 1955, 61, fig. 14 nel centro) e frammenti, non troppo numerosi, dai livelli di abitazione, specie di skyphoi e crateri.

    18c) Ceramica attica. Frequenti sono le anfore SOS (5 es. riusati per enchytrismoi e moltissimi frammenti dagli abitati), tutte della forma più antica appartenente all’ultimo quarto dell’VIII sec.

    19Altra ceramica attica è invece rarissima. L’oinochoe dalla tomba 129 (n. definitivo 149) menzionata in GGP 84 non è attica, ma locale, come rivela un più attento esame della terracotta. Resta, come unico esempio, un framm. dallo scarico Gosetti, con cani correnti del tipo «Athens 897 workshop» (esposto).

    20d) Aryballoi del «Kreis-und-Wellenband Stil» (KW).

    21Dalla necropoli provengono 80 es. in tombe LG II e 17 es. in tombe del 1° quarto VII sec., associati con aryballoi MPC. Concordo pienamente con quanto dice Coldstream a proposito nel suo riassunto (p. 3, n. 5, «spaghetti aryballoi») e sono dell’avviso che non si possa ancora ritenere come sicuramente accertata la loro provenienza da Rodi. Da notare che esistono anche rare imitazioni locali di aryballoi KW (2 esemplari).

    22e) Ceramica sicuramente rodia, e greco-orientale in genere, è invece rarissima a Pithekoussai: oltre alla notissima «coppa di Nestore» vi sono soltanto framm. di un secondo es. identico, dall’abitato in loc. Mazzola (Expedition 14, 2, 1972, 39, fig. 7 nel centro).

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    • Giorgio Buchner
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    Buchner, G. (1982). Pithekoussai (Ischia). In C. J. Bérard (éd.), La céramique grecque ou de tradition grecque au VIIIe siècle en Italie centrale et méridionale. Naples: Publications du Centre Jean Bérard. https://doi.org/10.4000/books.pcjb.1216
    Buchner, Giorgio. « Pithekoussai (Ischia) ». In La céramique grecque ou de tradition grecque au VIIIe siècle en Italie centrale et méridionale, édité par Centre Jean Bérard. Naples: Publications du Centre Jean Bérard, 1982. doi:10.4000/books.pcjb.1216.
    Buchner, Giorgio. « Pithekoussai (Ischia) ». La céramique grecque ou de tradition grecque au VIIIe siècle en Italie centrale et méridionale, édité par Centre Jean Bérard, Publications du Centre Jean Bérard, 1982, https://doi.org/10.4000/books.pcjb.1216.

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    Bérard, C. J. (éd.). (1982). La céramique grecque ou de tradition grecque au VIIIe siècle en Italie centrale et méridionale. Naples: Publications du Centre Jean Bérard. https://doi.org/10.4000/books.pcjb.1201
    Bérard, Centre Jean, éd. La céramique grecque ou de tradition grecque au VIIIe siècle en Italie centrale et méridionale. Naples: Publications du Centre Jean Bérard, 1982. doi:10.4000/books.pcjb.1201.
    Bérard, Centre Jean, éditeur. La céramique grecque ou de tradition grecque au VIIIe siècle en Italie centrale et méridionale. Publications du Centre Jean Bérard, 1982, https://doi.org/10.4000/books.pcjb.1201.
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