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    Plan

    Plan détaillé Texte intégral 5.1. Note sui materiali 5.2. Edilizia pubblica 5.3. Edilizia privata 5.4. Magazzini e aree portuali 5.5. Le discariche lungo le mura Notes de bas de page

    Attraverso le Alpi e lungo il Po : importazione e distribuzione di sigillate galliche nella Cisalpina

    Ce livre est recensé par

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    Table des matières

    5. Augusta Taurinorum

    Texte intégral 5.1. Note sui materiali 5.2. Edilizia pubblica 5.2.1. La Porta Palatina 5.2.1.1. Catalogo 5.2.1.1.1. Produzione: Gallia meridionale, La Graufesenque 5.2.1.1.2. Produzione: Gallia meridionale, Banassac 5.2.1.1.3. Produzione : Gallia centrale, Lezoux 5.2.2. Palazzo Madama 5.2.3. Via Cesare Battisti (fig. 36) 5.2.4. Il teatro 5.3. Edilizia privata 5.3.1. La domus di via Bonelli 5.3.2. La domus di via Bellezia 5.3.3. Una casa in piazza San Carlo 5.3.4. Edificio di via Barbaroux 32 5.3.5. Le domus di via Basilica 5.3.6. Note su altri cantieri 5.4. Magazzini e aree portuali 5.4.1. Un quartiere mercantile tra le mura e la Dora 5.4.1.1. Un grande edificio (pubblico) in piazza Emanuele Filiberto 5.4.1.2. Il complesso dell’ex caserma dei Vigili del Fuoco 5.4.2. Un horreum sulla riva del Po 5.5. Le discariche lungo le mura 5.5.1. La discarica interna 5.5.1.1. La sigillata marmorizzata 5.5.1.2. Note sui materiali 5.5.1.3. Catalogo 5.5.1.3.1. Produzione: Gallia meridionale, La Graufesenque (40-80) 5.5.1.3.2. Produzione: Gallia meridionale, La Graufesenque (80-120) 5.5.1.3.3. Produzione: Gallia meridionale, La Graufesenque o Banassac 5.5.1.3.4. Produzione: Gallia meridionale, Banassac 5.5.1.3.5. Produzione: Gallia centrale, Lezoux 5.5.2. La discarica esterna 5.5.2.1. Catalogo 5.5.2.1.1. Produzione: Gallia meridionale, La Graufesenque (40-80) 5.5.2.1.2. Produzione: Gallia meridionale, La Graufesenque (80-120) 5.5.2.1.3. Produzione : Gallia meridionale, La Graufesenque o Banassac 5.5.2.1.4. Produzione : Gallia meridionale, Banassac 5.5.2.1.5. Produzione : Gallia centrale, Lezoux 5.5.2.1.6. Produzione : Gallia generico 5.5.3. Ancora tracce di discariche esterne? 5.5.3.1. Catalogo 5.5.3.1.1. Produzione : Gallia meridionale, La Graufesenque (40-80) 5.5.3.1.2. Produzione : Gallia meridionale, La Graufesenque (80-120) 5.5.3.1.3. Produzione : Gallia meridionale, La Graufesenque o Banassac 5.5.3.1.4. Produzione : Gallia meridionale, Banassac 5.5.3.1.5. Produzione : Gallia centrale, Lezoux Notes de bas de page

    Texte intégral

    1Sebbene il principale centro dei Taurini sconfitti da Annibale nel 218 a.C. sia noto dalle fonti, nessuna traccia archeologica è mai emersa nel perimetro urbano dell’odierna Torino, mentre nell’area collinare sono stati individuati insediamenti indigeni, serviti probabilmente da approdi fluviali in pianura.

    2Scartata ormai la vecchia ipotesi di una doppia deduzione, per la totale mancanza di documentazione in proposito, è ormai certo che la colonia sia stata fondata da Augusto durante le operazioni militari e diplomatiche necessarie alla « pacificazione » delle Alpi, intorno al 25 a.C. o negli anni immediatamente seguenti. L’impianto della città è organizzato secondo uno schema ortogonale e con una cinta muraria, come segno di una nuova vita urbana strutturata. La realizzazione dell’intero progetto architettonico e urbanistico è però un processo lungo e complesso che inizia con la costruzione delle porte urbiche, delle prime semplici strutture del teatro e di poche abitazioni molto essenziali, probabilmente in buona parte in legno e terra, mentre le infrastrutture sono praticamente assenti.

    3Le indagini archeologiche condotte ormai in molte parti della città hanno restituito solo raramente reperti databili all’età augustea e, più in generale, sono scarsi i materiali riferibili a tutto il primo mezzo secolo di vita della colonia1. Ciò nonostante è possibile identificare alcuni elementi che dimostrano la forte volontà di connotare l’esistenza della nuova città : la costruzione delle porte, ad esempio, o la realizzazione di statue prestigiose come doveva essere quella dell’ignoto influente personaggio locale che in età augustea si fa ritrarre a somiglianza del principe, di cui rimane oggi la testa in bronzo dorato2.

    4Nel corso del I secolo vengono costruite progressivamente le mura che uniscono le quattro porte3, il teatro viene trasformato in un edificio più complesso con un portico e si mettono in opera le infrastrutture fondamentali : una complessa e articolata rete fognaria raggiunge tutti gli isolati dentro le mura e alcune zone dell’immediato suburbio e un acquedotto garantisce l’approvvigionamento idrico, aggiungendosi ai pozzi in molti casi già utilizzati nei decenni precedenti. Le strade urbane, ampie e dotate di comodi marciapiedi, vengono pavimentate con grossi basoli e una larga via pubblica viene lasciata sgombra da edifici lungo tutto il circuito murario interno alla città. Sulla Dora e sul Po sorgono magazzini e depositi per tutte le merci che giungevano per via fluviale. Le abitazioni private, le botteghe artigiane e gli esercizi commerciali occupano progressivamente tutti gli isolati. Tra la fine del I e gli inizi del II secolo molte case vengono ristrutturate e ampliate, dotate di impianti di riscaldamento e decorate con affreschi e mosaici.

    5I dati sull’edilizia pubblica sono estremamente labili e scarni. Se si eccettuano la cinta muraria con le porte, il complesso del teatro, le strade e i condotti fognari4 poco altro è venuto alla luce fino ad oggi.

    6L’acquedotto, di cui rimane traccia solo in stampe e disegni, doveva uscire dalla porta occidentale e captare l’acqua dalla Dora Riparia a monte della città per poi convogliarla verso una rete di distribuzione urbana di cui però non sappiamo quasi nulla5. Mancano dati certi sul Foro, si ignora dove fossero i templi e le terme pubbliche e per l’anfiteatro esiste solo l’ipotesi che si trovasse fuori dalla porta meridionale6.

    7All’esterno delle mura, verso la Dora, una serie di grandi strutture fa supporre l’esistenza di un quartiere con carattere artigianale e commerciale, mentre verso il Po, e forse anche verso sud, la città si espande probabilmente già nel II secolo con case di abitazione.

    8Le necropoli, sono state quasi completamente cancellate dalle importanti modificazioni urbanistiche attuate dai Savoia nell’intento di munire la capitale del loro ducato, dalle devastanti demolizioni napoleoniche e infine dall’espansione edilizia seguita a un aumento demografico esponenziale tra Ottocento e Novecento. Oggi possiamo quindi solo avanzare ipotesi sulla base delle notizie e dei rinvenimenti avvenuti casualmente nel corso dei secoli e immaginare che le aree funerarie fossero concentrate soprattutto a nord, verso e oltre la Dora, e a ovest. Pochissimi sono i corredi che si sono mantenuti e nessuno comprende vasellame di produzione gallica, mentre altri oggetti integri, sicuramente da contesti funerari oggi non più identificabili, sono conservati al Museo di Antichità di Torino.

    Fig. 35 – Planimetria di Augusta Taurinorum: 1) Edifici produttivi e magazzini dei Vigili del Fuoco ; 2) Edificio pubblico di piazza Emanuele Filiberto ; 3) Case di via Bonelli ; 4) Casa di via Bellezia ; 5) Edifici di via Basilica ; 6) Edificio pubblico di via Garibaldi ; 7) Case di via Garibaldi ; 8) Edificio di via Barbaroux ; 9) Edificio di via San Francesco ; 10) Casa di piazza Castello ; 11) Casa di piazza San Carlo.

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    5.1. Note sui materiali

    9Nel corso degli ultimi decenni, a più riprese e in alcuni casi con un impiego notevole di risorse umane ed economiche, sono state condotte operazioni di prima analisi, inventariazione e catalogazione dei reperti dei principali scavi cittadini. Purtroppo solo per pochi cantieri il lavoro è giunto al termine, non per cattiva volontà o disinteresse, ma perché, come capita troppo spesso, sono venute a mancare le risorse ed è mutato l’ordine delle priorità. Nella maggior parte dei casi queste attività di riordino, che sono la necessaria premessa per lo studio analitico, non hanno avuto seguito e tabelle materiali, schede inventariali e disegni sono rimasti un po’ avulsi dal contesto. Ma si sono rivelati essenziali per questa ricerca sulla sigillata gallica, perché è stato così possibile individuare rapidamente la presenza di frammenti indicativi di importazioni precise. Non è però possibile, per ora, proporre quantificazioni statistiche o a ragionamenti sulla reale incidenza delle importazioni galliche ad Augusta Taurinorum tra la metà del I e i primi decenni del III secolo.

    10Come già detto nell’introduzione, la mole dei materiali torinesi è notevole7 e nell’ambito della mia ricerca ho potuto controllarne solo una piccola parte. Per gli altri ho dovuto accettare le identificazioni fatte durante i lavori pregressi. Poiché ritengo che tutti coloro (e tra questi metto anche me stessa, ovviamente) che hanno collaborato alle operazioni di prima analisi dei reperti torinesi abbiano imparato molto nel corso degli anni, ma abbiano anche commesso numerosi errori là dove l’identificazione delle produzioni non era affatto scontata, ho scelto di utilizzare quelli che mi sembravano dati abbastanza certi, lasciando da parte tutto quanto poteva essere confuso o confondibile. Anche per questo, quasi mai è stato possibile raccogliere dati sufficienti a realizzare tabelle o grafici utili a proporre sintesi statistiche sulle percentuali. Sono fermamente convinta, infatti, dell’importanza della statistica, ma credo che sia indispensabile a monte avere delle certezze sulla globalità dei dati (e quindi sull’intero contesto di riferimento), sulla loro qualità, sulle modalità di raccolta e sugli eventuali sistemi di campionatura. Dati statistici nati da basi poco solide producono degli errori a catena che è poi difficile recuperare.

    11I frammenti di sigillata gallica verranno presentati insieme ai contesti di rinvenimento8, ma, salvo diversa indicazione, sono sempre da considerare solo come una scelta di reperti significativi. Quando i materiali di un sito sono esigui e di conseguenza la sigillata gallica si riduce a pochissimi frammenti ho scelto una trattazione discorsiva per non appesantire lo scritto con le schede di catalogo. È una scelta opinabile, ma ritengo, come ho già detto, che nell’ambito di questa ricerca quello che conta sia far emergere le attestazioni. Gli approfondimenti, le quantificazioni e le statistiche verranno poi, se sarà possibile.

    5.2. Edilizia pubblica

    12Come già detto, i dati sull’edilizia pubblica sono limitati alle infrastrutture, alla cinta muraria e al teatro, anche se è possibile che siano da considerare pertinenti a edifici pubblici anche alcune delle grosse strutture rinvenute a tratti immediatamente a nord delle mura, sul terrazzo che digradava verso la Dora. Un altro edificio pubblico, di incerta destinazione, è probabilmente riconoscibile nei resti delle poderose fondazioni venute alla luce tra il 1993 e il 1995 in un isolato che affacciava sul decumano massimo9 e verosimilmente erano le fondazioni di un tempio le porzioni di solide murature su cui si impianta nel IV secolo il complesso della cattedrale10.

    5.2.1. La Porta Palatina

    13La Porta Palatina è uno degli esempi meglio conservati di porta urbica di età augustea. Ha due torri a sedici lati su base quadrata, alte ancora oggi più di trenta metri, che affiancano un corpo centrale lungo circa venti metri nel quale si aprono due fornici carrai centrali e due più piccoli pedonali ai lati11. La porta mantiene a lungo la sua funzione, se pure trasformata in castrum già nell’XI secolo e completata da merli a scopo difensivo all’inizio del XV secolo ; poco più tardi il cavaedium sembra non esistere più. Perde il suo ruolo di via di accesso alla città solo all’inizio del XVIII secolo quando, insieme agli edifici che nel tempo lei si erano addossati, viene trasformata in carcere. Poco più di un secolo dopo, nel 1861, avviato il progetto per la costruzione delle Carceri Nuove, il comune si interroga sulla destinazione da prevedere per il complesso ormai fatiscente della Porta Palatina. Viene deciso di liberare la struttura antica dagli edifici addossati e di riaprire i due fornici centrali. Nel 1872 si passa all’attuazione del progetto di restauro e qualche decennio dopo si decide di dare inizio alla completa liberazione del monumento antico. I lavori procedono a fasi alterne, ma non giungono a conclusione ; solo tra gli anni Novanta del secolo scorso e il 2013-2015 il restauro viene finalmente completato12.

    14Durante i lavori di restauro della porta sono stati effettuati nel terreno adiacente diversi sondaggi nei quali sono state raccolte alcune cassette di reperti evidentemente selezionati, tuttora quasi completamente inediti. Il materiale è fuori contesto, ma si evidenziano alcuni gruppi di oggetti che sono tra i pochi sicuramente collocabili in età augustea ; tra questi in particolare coppe tipo Sarius e bicchieri tipo Aco, oltre a vasellame in sigillata di fabbrica aretina con marchi radiali. I frammenti di sigillata gallica sono poco meno che una cinquantina. Nel catalogo che segue sono inseriti gli elementi più significativi, a cui si aggiungono comunque alcuni piatti Drag. 35/36 con l’orlo decorato à la barbotine a foglie d’acqua.

    5.2.1.1. Catalogo

    5.2.1.1.1. Produzione: Gallia meridionale, La Graufesenque

    15Numero : 2948 (inv. 34043)
    Vasaio : Amoenus (ext, ret :AMOIINVS)
    Datazione : 80 – 100
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : banda di metope semplici con cane che insegue lepre verso destra e personaggio stante ripetuto più volte
    Punzone : 0537A (?)
    Commento : la lettura del marchio è abbastanza chiara e potrebbe corrispondere a un Amoenus, la cui firma (nella forma retrograda AMOIINI) è documentata su una coppa Drag. 37, con un decoro frammentario non noto, rinvenuta a L’Hospitalet du Larzac, vicino a Millau, e datata a età domizianea. La composizione generale dei punzoni sul frammento torinese conferma che l’attività di Amoenus si inserisce tra quelle dei produttori tardi di La Graufesenque 13.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXVI, 537A ; Vernhet 1993, p. 54 ; NOTS 1, p. 186.

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    16Numero : 2862 (inv. 34055)
    Datazione : 70 - 90
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cavallo di un Dioscuro volto a destra
    Punzone : 0832
    Commento : l’identificazione proposta è ipotetica, poiché manca la figura del Dioscuro, ma la postura del cavallo coincide abbastanza precisamente.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XL, 832.


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    17Numero : 2640 (inv. 34041)
    Datazione : 40 - 60
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : grifone verso sinistra, con la testa volta indietro
    Punzone : 0878
    Commento : il punzone è caratteristico di diverse officine della Gallia meridionale, sia di La Graufesenque che di altri siti.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLI, 878.

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    18Numero : 2632 (inv. 34029)
    Datazione : 70 - 100
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : elementi vegetali
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, tav. 10, 1.

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    19Numero : 2831 (inv. 34040)
    Datazione : 70 - 100
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : banda di metope semplici con cane che insegue lepre verso destra
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Nieto - Puig 2001, p. 66, schema 3.

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    5.2.1.1.2. Produzione: Gallia meridionale, Banassac

    20Numero : 2634 (inv. 34039)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Diana su biga in corsa verso destra, cane in corsa verso sinistra, altare
    Punzone : 0118, Hofmann 375
    Commento : attribuzione a Banassac per la presenza dell’altare, che non sembrerebbe noto a La Graufesenque.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. VII, 118 ; Hofmann 1988, p. 153, 375.

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    21Numero : 2853 (inv. 34042)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Pan, Peleo che riceve la spada da Vulcano, uomo drappeggiato volto a destra, uomo nudo con le braccia aperte
    Punzone : 0646, 0722, 0883, 0891
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXXI, 646 ; XXXV, 722 ; XLII, 883 e 891 ; Hofmann 1988, p. 140, 28 ; 141, 39 e 63 ; 146, 154.

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    22Numero : 2830 (inv. 34037)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cacciatore volto a destra, contadino (?) volto a sinistra, albero e uccelli
    Punzone : 0959, Hofmann 036
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLVII, 959 ; Hofmann 1988, p. 139, 3 ; 140, 36.

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    23Numero : 2633 (inv. 34034)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : campo diviso in metope ; all’interno due leoni in corsa e un coniglio
    Punzone : 1420
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXI, 1420 ; Hofmann 1988, p. 147, n. 182.

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    24Numero : 2865 (inv. 34061)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cervide retrospiciente in corsa verso destra
    Punzone : 1738
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXI, 1738 ; Hofmann 1988, p. 148, n. 210/211 ; 152, 329.

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    25Numero : 2678 (inv. 34158)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : uomo armato (gladiatore ?) con corta tunica stretta in vita
    Punzone : Hofmann 073
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hofmann 1988, p. 142, 73.

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    26Numero : 0003 (inv. 34155a)
    Vasaio : Germanus
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : grande scritta augurale di cui rimangono le lettere NG separate da motivo vegetale
    Commento : si tratta di un vaso epigrafico ; le lettere possono forse essere integrate con la parola LINGONES.
    Bibliografia specifica : Lavizzari Pedrazzini 2003a, p. 248, fig. 235-236.
    Bibliografia di confronto : Hofmann 1988, p. 50-57.

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    27Numero : 3596 (inv. 34155c)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : grande scritta augurale di cui rimane la lettera M affiancata da motivo vegetale
    Commento : si tratta di un vaso epigrafico ; pur avendo lo stesso numero di inventario del frammento numero 0003, non è pertinente alla stessa coppa.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hofmann 1988, p. 50-57.

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    28Numero : 2866 (inv. 34062)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cerchielli regolari lungo il fondo, grata e piccoli animali inseriti all’interno
    Bibliografia specifica : inedito.

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    5.2.1.1.3. Produzione : Gallia centrale, Lezoux

    29Numero : 0084 (inv. 79883)
    Vasaio : Mercussa I (int : ]IMA)
    Datazione : 160 - 190
    Forma : piatto
    Tipo : Bet 57 e simili
    Commento : caratteristica delle firme di questo produttore sembra essere la poca leggibilità della parte finale del marchio. L’esemplare torinese potrebbe appartenere alla variante 4. I prodotti di Mercussa I sono diffusi in Britannia e sulle coste della Manica, mentre sono quasi completamente assenti dall’Europa continentale se si eccettua qualche esemplare sul limes danubiano e uno ad Annecy, nella Gallia Lugdunense, sulla via del Piccolo San Bernardo.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 6, p. 94-95.

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    30Numero : 0083 (inv. 34109)
    Vasaio : Solinus (int : ISOLIN[)
    Datazione : 170 - 200
    Forma : coppetta
    Commento : nelle firme riportate in NOTS non pare mai presente la “I” che forse si legge nell’esemplare torinese, ma che potrebbe essere solo una imperfezione del timbro. Peraltro non sembrano esistere altri ceramisti con nomi simili.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 8, p. 338-340.

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    31Numero : 2673 (inv. 34114)
    Vasaio : non id. (int : ]IMA)
    Datazione : 140 - 190
    Forma : coppa
    Tipo : Drag. 38 e simili
    Commento : esiste un Carus attivo a La Graufesenque che marchia i suoi prodotti con la firma CARI :MA, ma non sembra possibile attribuirgli questa firma. L’identificazione non è facile, anche perché il più delle volte le lettere MA sono in nesso, al contrario di quello che è possibile leggere sul bollo torinese.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    32Numero : 2672 (inv. 34108)
    Vasaio : non id. (int : non letto)
    Datazione : metà II – inizio III secolo
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Commento : il marchio è poco rilevato e piuttosto consunto ; si leggono forse alcune lettere iniziali (una S e un T?) e si intravedono tratti di altre lettere, in una sequenza non sufficiente a ricostruire un nome. Attribuzione ipotetica a fabbrica centrogallica.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    33Numero : 2951 (inv. 34069)
    Vasaio : non id. (int : rosetta)
    Datazione : 140 - 190
    Forma : piatto con orlo pendente
    Tipo : Bet 43 = Curle 23
    Commento : si tratta di una forma attestata per tutto il II secolo, ma già nota negli ultimi anni del I e usata ancora nel III. Caratteristica è la presenza quasi costante di un bollo anepigrafe a forma di rosetta sul fondo interno.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Bet - Delor 2000, p. 466, fig. 2.

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    34Numero : 2869 (inv. 34151)
    Datazione : 140 - 240
    Forma : coppa
    Tipo : Bet 3 = Drag. 40 = Ritt. 8B
    Descrizione : orlo indistinto, vasca emisferica segnata da una solcatura nella parte inferiore
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Bet - Delor 2000, p. 463, fig. 1 a p. 465.

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    35Numero : 2764 (inv. 79898)
    Datazione : 140 - 240
    Forma : piatto
    Tipo : Bet 31 = Wa 80
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Bet - Delor 2000, p. 466, fig. 3 a p. 467.

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    36Numero : 2955 (inv. 76805)
    Datazione : seconda metà II – primo terzo III secolo
    Forma : mortaio
    Tipo : Bet 97 = Curle 21
    Descrizione : listello e parete caratterizzata da profonde scanalature orizzontali
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Bet - Delor 2000, p. 473, fig. 7 a p. 473.

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    37Numero : 2629 (inv. 34026)
    Vasaio : Cinnamus
    Datazione : 135 - 170
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Venere e tritone (il soggetto è certo, ma l’identificazione di questo punzone è approssimativa)
    Punzone : 0019, 0331
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. II, 19 ; XVIII.331 ; Stanfield - Simpson 1958, tav. 148, 26.

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    38Numero : 2675 (inv. 34152)
    Vasaio : Priscus (o un decoratore dello stesso ambito)
    Datazione : 170 - 210
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : guerriero, uccello in volo
    Punzone : 0177, 2316
    Commento : i punzoni sono caratteristici di diversi ceramisti sia del II che del III secolo. Probabilmente ovolo B137.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XI, 177 ; LXXXVI, 2316 ; Rogers 1974, R5 e simili.

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    39Numero : 2657 (inv. 79961)
    Datazione : 170 - 240
    Forma : coppa cilindrica
    Tipo : Drag. 30
    Descrizione : danzatrice
    Punzone : 0353
    Commento : il punzone, pur con qualche variante, è caratteristico soprattutto di ceramisti centrogallici del III secolo o degli ultimi decenni del II. È presente su un frammento firmato da Banuus rinvenuto a Susa.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto Oswald 1936-1937, tav. XIX, 353.

    Fig. 03-25-2657

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    40Numero : 2631 (inv. 34028)
    Vasaio : Casurius
    Datazione : 140 - 170
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : uomo nudo verso destra con stoffa panneggiata sul braccio sinistro, leone in corsa verso destra ; festone F38.
    Punzone : 0638, 1404
    Commento : la cronologia proposta in NOTS è probabilmente di qualche decennio troppo bassa14.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXXI, 638 ; LXI, 1404.

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    41Numero : 2635 (inv. 34035)
    Vasaio : Paternus II
    Datazione : 160 - 190
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : due orsi sovrapposti verso destra, uno in corsa e uno in cammino
    Punzone : 1578, 1589, 1915A
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXV, 1578 e 1589; LXXVI, 1915A.

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    42Numero : 2867 (inv. 34119)
    Vasaio : gruppo di Marcus
    Datazione : 210 - 240
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : alabarda e pesce
    Commento : il punzone con l’alabarda è caratteristico dei ceramisti del gruppo di Marcus. I sottogruppi più attestati sono Ia e Ib, che si datano entrambi tra 210 e 240. Altre produzioni dello stesso gruppo arrivano anche al 270/280.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto Rogers 1974, G54 ; Delage 1999, 5, tav. MARCVS 32.

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    5.2.2. Palazzo Madama

    43Palazzo Madama, nel suo aspetto attuale, è il risultato della bimillenaria aggregazione e sovrapposizione di strutture intorno all’originale nucleo della porta romana, le cui forme erano identiche a quelle della Porta Palatina15.

    44Il palazzo è stato indagato e restaurato a più riprese a partire dalla fine del XIX secolo, facendo emergere la successione delle strutture che hanno lentamente trasformato la porta romana nel corso del tempo: una dimora signorile, probabilmente di proprietà del vescovo, nasce a ridosso della porta ancora funzionante intorno all’XI secolo e si amplia progressivamente, con l’aggiunta di corpi di fabbrica all’esterno della città, fino a diventare un vero castello nel Duecento. Si rende quindi necessaria una nuova apertura nelle mura, la Porta Fibellona, citata dai documenti a partire dal 1208, che darà il nome al castello quando, alla fine del XIII secolo, vi si insedieranno i primi Savoia che, nel volgere di qualche secolo, lo trasformeranno nel palazzo ancora oggi visibile.

    45Durante la complessa fase di restauro e riallestimento del palazzo, avviata nel 1997, è stata affrontata la rilettura delle strutture sovrapposte nella corte del castello, riportando integralmente in luce i resti emersi e rendendoli visitabili con passerelle vetrate nella cosiddetta Sala del Voltone.

    46Come già osservato per la Porta Palatina, anche tra i materiali rinvenuti a ridosso di Palazzo Madama sono presenti reperti di età augustea, i più antichi rinvenuti in città. In particolare, alcuni frammenti di sigillata aretina con bolli radiali emergono dalle indagini di strutture precarie a ridosso della porta.

    47La sigillata gallica, per quanto noto fino ad ora, è molto scarsa, se si eccettua qualche raro frammento di coppa emisferica Drag. 37 e un frammento di coppa carenata Drag. 29 prodotta a La Graufesenque tra il 40 e l’80.

    5.2.3. Via Cesare Battisti (fig. 36)

    48Durante i lavori di ristrutturazione di un isolato a ridosso di piazza Castello, in via Cesare Battisti 1, sono emersi un tratto delle mura occidentali della cinta cittadina, l’area di rispetto interna al perimetro delle mura e parte del primo isolato di abitazione16. L’indagine è stata particolarmente interessante perché ha messo in luce gli strati precedenti la costruzione del tratto occidentale della cinta muraria e soprattutto la colmatura di una fossa livellata per l’impianto del cantiere. Mancano tra i reperti di questa fase i frammenti di sigillata gallica e gli oggetti più recenti si datano a età claudia.

    49Coppe e piatti in sigillata gallica sono invece presenti negli strati più recenti17, nei quali sono state raccolti frammenti genericamente ascrivibili a produzioni galliche, come almeno quattro coppette Drag. 27, due delle quali con marchio frammentario e non leggibile, e un frammento di fondo con bollo ]ERO (fig. 36.6).

    50Prodotti di officine di La Graufesenque, probabilmente del periodo 80-120, sono un fondo di coppetta con il marchio di fabbrica di Fuscus II18 (fig. 36.1), un orlo di coppa a listello tipo Curle 11(fig. 36.7) e una coppa emisferica Drag. 37, parzialmente ricomponibile da più frammenti, decorata con motivi vegetali e animali, in mezzo ai quali è un cerchio con la figura di un amorino volto a sinistra (Osw. 436) (fig. 36.2).

    51Prodotti di Banassac, invece, databili nella prima metà del II secolo, sono due pareti di coppa emisferica Drag. 37, una con la firma frammentaria di Germanus e una con un cervide in corsa verso sinistra (Osw. 1748 = Hofmann 224) e un cespuglio (Hofmann 329), oltre probabilmente a un’altra Drag. 37 decorata con uccelli e motivi vegetali (fig. 36.3-5).

    52Una coppetta Bet 3 = Ritt. 8 (fig. 36.8) e un frammento di carena di coppa cilindrica Drag. 30, che conserva solo tracce della decorazione, riportano agli atelier di Lezoux del II secolo.

    Fig. 36 – Alcuni frammenti di sigillate galliche dallo scavo di via Cesare Battisti.

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    5.2.4. Il teatro19

    53Il complesso del teatro occupa l’estremo isolato nord orientale della città romana, a ridosso dell’angolo delle mura tagliato in diagonale, ma a questa sistemazione si arriverà solo per passi successivi e attraverso diversi progetti architettonici. L’edificio più antico, una delle prime attività edilizie pubbliche messe in cantiere all’indomani della deduzione della colonia, è in parte costruito in muratura e completato da strutture lignee e arredi mobili di cui non resta traccia. Seguono due ristrutturazioni che portano il teatro, tra il 70 e il 90, alla sua forma definitiva, con facciata curviliena e grande portico post scaenam dotato di peristilio con colonnato in pietra20.

    54I materiali raccolti durante lo scavo per riportare alla luce il teatro non sono molti, soprattutto perché sono evidentemente stati selezionati al momento della scoperta, conservando solo frammenti di statue, decorazioni in pietre e marmi e pochi frammenti ceramici considerati più significativi. Tra questi un fondo di coppetta probabilmente Drag. 27 con la firma di Bassus II, ceramista attivo a La Graufesenque tra il 45 e il 7521 (fig. 37).

    Fig. 37 – Coppetta con il marchio di fabbrica di Bassus II dagli scavi del teatro.

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    5.3. Edilizia privata

    55La sovrapposizione degli isolati attuali alla maglia urbana antica rende molto difficile ricostruire le divisioni delle unità abitative e la distribuzione degli spazi all’interno delle insulae della città romana. Nella maggior parte dei cantieri, infatti, è stato possibile recuperare solo lembi di stratificazione sopravvissuti nei cortili interni dei palazzi della Torino sabauda.

    56I dati sulla fase insediativa più antica, estremamente labili e disorganici, permettono di ipotizzare la presenza di strutture precarie, forse in parte di legno e terra come abbiamo visto anche a Lugdunum nella tarda età repubblicana, già inserite nelle insulae definite dal progetto urbanistico generale. Non sembra infatti esserci una fase di occupazione dei terreni non regolata, poiché tutte le strutture individuate seguono comunque l’orientamento degli assi della viabilità urbana.

    57Dopo l’età flavia, e soprattutto nei primi decenni del II secolo, quando ormai la città era dotata delle infrastrutture necessarie e la cinta muraria era completa, si avvia un processo di ristrutturazione e ampliamento di molte abitazioni private, che vengono dotate di apparati decorativi più complessi, con mosaici anche policromi e intonaci dipinti, e spesso anche di impianti di riscaldamento. Più difficile è seguire le vicende successive per le singole case, ma anche più in generale per l’edilizia privata torinese, ma sembra che una fase di degrado e progressivo abbandono degli edifici, a cominciare da quelli esterni alle mura, sia iniziata già nel corso del III secolo22.

    5.3.1. La domus di via Bonelli23

    58Nell’isolato San Giacomo, quasi a ridosso del tratto settentrionale delle mura cittadine, si trova il complesso di abitazioni più interessante finora individuato24. L’edificio più grande e meglio conservato raggiunge, dopo la ristrutturazione dell’inizio del II secolo, una superficie superiore ai duecento metri quadri, articolati in almeno undici ambienti25. Un lungo corridoio d’ingresso scoperto e lastricato in mattoni, affiancato da un vano forse porticato, si apriva su una corte quadrangolare coperta da tetti con le falde spioventi verso il centro del cortile, alle cui spalle era un grande ambiente pavimentato con un mosaico bianco e nero. Sul lato nord del corridoio, l’intero pavimento del vano di soggiorno era coperto da un tappeto musivo policromo decorato da un motivo geometrico con due emblemata centrali : il pannello superiore, più piccolo, è quasi completamente scomparso, mentre quello inferiore reca nel disco centrale la raffigurazione policroma di un amorino alato che cavalca un delfino, tenendo nella mano destra un’asta26. I lati nord-ovest e sud-est dell’abitazione erano occupati da almeno quattro ambienti di cui non possiamo stabilire la funzione, nei quali si conservavano ancora ampie porzioni di pavimenti in cementizio.

    59La sigillata gallica rinvenuta nel complesso residenziale di via Bonelli viene tutta dagli strati successivi alla ristrutturazione dell’inizio del II secolo. Il frammento più antico, e l’unico sicuramente prodotto a La Graufesenque, è una parete di coppa carenata Drag. 29 marmorizzata decorata con corona vegetale e teoria di uccelli verso sinistra, databile genericamente tra il 30/40 e gli ultimi decenni del I secolo (fig. 38.1). Una coppa emisferica Drag. 37, frammentaria e molto consunta, potrebbe essere un prodotto delle officine tarde di La Graufesenque o di quelle di Banassac. Da atelier gabali della prima metà del II secolo viene sicuramente una piccola porzione di vaso epigrafico di cui si conserva solo la lettera L (fig. 38.2). Di incerta attribuzione sono un fondo con bollo illeggibile e alcuni piatti Drag. 18.

    60Tutti gli altri frammenti sono invece di produzione centrogallica. Tra le sigillate lisce sono stati rinvenuti un esemplare di piatto Bet 32 = Wa 79 e un piatto Bet 73 (fig. 38.3) segnato da un cerchiello al centro del fondo interno, entrambi databili tra la seconda metà del II secolo e i primi decenni del III.

    61Tra gli esemplari decorati a rilievo sono da segnalare tre frammenti di coppa emisferica Drag. 37 di produzione centrogallica, tutti databili tra il 160 e il 190. Il primo, decorato da un tritone entro tondo, un Cupido seduto entro tondo (Osw. 440) e Pan su testa maschile (Osw. 709), è attribuibile a Paternus II. Il secondo, un prodotto di Doeccus, sotto una foglia entro tondo, presenta un cinghiale in corsa verso destra (Osw. 1642). Il terzo, invece, su cui è riconoscibile al centro un motivo composto da una coppia di punzoni, l’alabarda Rogers 1974, G57 (e simili) e il cespo di acanto Rogers 1974, K11/13, viene dalla fabbrica di Iullinus (fig. 38.4-6).

    Fig. 38 – Alcuni frammenti di sigillate galliche dalle domus di via Bonelli e via Bellezia e dalla casa di piazza San Carlo.

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    5.3.2. La domus di via Bellezia

    62Le indagini archeologiche condotte nel 2008 durante la ristrutturazione di un edificio che apparteneva al complesso settecentesco del convento di San Domenico hanno portato alla luce le poche strutture superstiti di una dimora di età romana. La casa, che sorge a pochi isolati di distanza da quella di via Bonelli, è stata ripetutamente tagliata e parzialmente distrutta da interventi edilizi più tardi e soprattutto dalla costruzione dell’edificio religioso. Oggi è possibile ricostruirne solo una piccola porzione, affacciata su un’area aperta in cui era un pozzo. L’ambiente centrale conserva ancora una pavimentazione a mosaico probabilmente realizzata in una fase di ristrutturazione e ammodernamento dell’edificio agli inizi del II secolo27. In un momento successivo una nuova ristrutturazione porta a un ampliamento degli ambienti e all’obliterazione del mosaico sotto una pavimentazione unitaria in cementizio di scarsa qualità. Nel corso della tarda antichità le strutture si deteriorano e vengono progressivamente abbandonate. La presenza della tomba di un adulto e di quella di un bambino fa pensare che nell’alto medioevo, tra VII e X secolo, l’area fosse utilizzata sporadicamente come cimitero28.

    63Lo scavo non ha restituito molto materiale di età romana ed estremamente scarse sono le testimonianze anteriori all’età flavia. Nel riempimento di una fossa altomedievale, invece, è emerso un nucleo abbastanza omogeneo di reperti databili tra il II e i primi decenni del III secolo, tra i quali è anche un fondo di grande bottiglia in vetro, probabilmente tipo Is. 50, con bollo a rilievo raffigurante una figura umana nuda, stante29.

    64Sono presenti due frammenti di sigillata gallica, entrambi prodotti delle officine di Lezoux. Un frammento di parete di coppa emisferica Drag. 37, decorato con un leone accovacciato a sinistra (Osw 1421) (fig. 38.7), a fianco del quale è parte della firma retrograda di Cinnamus, è databile tra il 135 e il 180, mentre un piattino Bet 32 = Wa 79 si colloca tra la metà del II e i primi decenni del III secolo30.

    5.3.3. Una casa in piazza San Carlo

    65Tra il 2004 e il 2005, durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio interrato e la pedonalizzazione di una piazza nel il cuore del centro storico di Torino, sono venuti alla luce i resti di un edificio di età romana e una piccola necropoli31.

    66L’area, che in età romana si trovava circa settanta metri fuori dal lato meridionale della cinta muraria, era occupata da un piccolo edificio composto da tre vani e una tettoia. L’ambiente più grande è identificabile come un magazzino o deposito dotato di scaffalature alle pareti, mentre uno dei due vani più piccoli, di cui non conosciamo la destinazione, aveva una pavimentazione realizzata con frammenti di laterizi e ghiaia impastati con malta. La piccola casa rimane in uso per circa un secolo e mezzo fino a quando, nel corso del III secolo, i suoi abitanti la abbandonano improvvisamente lasciando vasellame e attrezzature domestiche al loro posto. Gli oggetti caduti per terra sono stati ritrovati mescolati al legno sfatto degli scaffali su cui erano sistemati, due anfore erano ancora infisse nel terreno in un angolo del magazzino e altre due si trovavano vicino alla scaffalatura. La situazione fotografata al momento dello scavo fa pensare a un evento improvviso che ha portato al trasloco dei soli beni essenziali ; gli oggetti rimasti nel magazzino erano forse destinati a un recupero successivo reso impossibile dal crollo delle strutture, che ormai dovevano versare in condizioni precarie. Gli oggetti caduti, in buona parte integri o ricostruibili, erano pentole, tegami, un mortaio, un vaso che conteneva alcune lucerne e un cofanetto di legno di cui sono state trovate le cerniere con i chiodini di fissaggio32.

    67Il materiale raccolto non è molto e la sigillata è testimoniata da soli sette frammenti, tutti di produzione centrogallica. È del tutto assente il vasellame delle officine italiche. Sono attestati tre esemplari di piatto Bet 32 = Wa 79, un piattello Bet 73 e una coppa Bet 2 = Drag. 40. Una Drag 18 = Bet 5833 è bollata da Macrinus II34, ceramista di Lezoux attivo tra il 120 e il 150 e un frammento di fondo di tazza probabilmente Bet 15 = Drag. 33 ha la firma di Albucianus35, vasaio di Lezoux che produce tra il 155 e il 170 (fig. 38.8-9).

    68Poco distante dalla piccola casa, sul lato sudoccidentale della piazza, sono state rinvenute ventisei tombe a inumazione ; una piccola fossa accoglieva i resti di un bimbo di diciotto mesi accompagnato da quello che era forse il suo biberon, una bottiglietta in vetro con il beccuccio per succhiare. La necropoli, che si data entro il III secolo, ha restituito pochi oggetti di corredo e nessun esemplare di sigillata gallica.

    5.3.4. Edificio di via Barbaroux 32

    69Tra il 1995 e il 1996, in occasione dei lavori di ristrutturazione del palazzo che aveva ospitato gli uffici dell’Anagrafe, è venuto alla luce un sito pluristratificato, dall’età romana ai giorni nostri. Le strutture, molto frammentarie, permettono di individuare almeno una dimora signorile costruita nel corso del I secolo e successivamente più volte ristrutturata, pur senza importanti modifiche all’impianto originale. La residenza era organizzata intorno a un’area aperta ed era dotata di un ambiente riscaldato ancora ben riconoscibile36.

    70La sigillata gallica è presente in piccola parte con prodotti di La Graufesenque, tra i quali una coppa emisferica Drag. 37 parzialmente ricomposta databile agli anni 40-80, sul cui fondo esterno è leggibile un graffito PC post cottura (fig. 39.1). La maggior parte dei reperti, però, sia lisci che decorati a matrice è di produzione centrogallica. Un frammento di parete di coppa emisferica Drag. 37 conserva le lettere finali di un marchio intradecorativo, forse identificabile con una firma di Libertus II, ceramista attivo a Lezoux tra il 105 e il 130 circa37 (fig. 39.2). Se l’identificazione risultasse corretta si tratterebbe di uno dei più antichi prodotti di Lezoux giunti sul mercato piemontese.

    71Un fondo di piatto di tipo non identificabile, con il bollo MATTI M viene dalla fabbrica di Mattius II ed è databile tra il 140 e il 16538 (fig. 39.3), mentre un frammento di parete di Drag. 37 con la figura di Venere (Osw 278) e probabilmente un pesce o altra figura marina entro cerchio è un prodotto di Iullinus, databile tra il 160 e il 190 (fig. 39.4). Il fondo di una coppa cilindrica Drag. 30, con il caratteristico cerchiello centrale, si colloca genericamente tra la seconda metà del II e i primi decenni del III (fig. 39.5).

    Fig. 39 – Alcuni frammenti di sigillate galliche dall’edificio di via Barbaroux 32.

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    5.3.5. Le domus di via Basilica

    72Un isolato del centro storico, oggi in gran parte occupato da un albergo e da un parcheggio multipiano, è stato quasi interamente scavato, a più riprese, nel corso di oltre venti anni, a partire dal 1982. Per l’età romana sono state individuate almeno tre domus, affacciate rispettivamente sulle vie oggi ricalcate da via Conte Verde, via Basilica e via Torquato Tasso. I resti portati alla luce erano estremamente frammentari e difficilmente ricomponibili, ma sono state riconosciute le corti interne sulle quali si affacciavano le dimore e almeno un vano riscaldato. In maniera molto frammentaria si colgono ristrutturazioni e modifiche effettuate ripetutamente nel corso di tre secoli, fino al IV inoltrato39.

    73I materiali rinvenuti sono stati oggetto di una prima analisi e classificazione che ha evidenziato soprattutto i reperti delle fasi tardoantiche. La sigillata gallica è presente con prodotti di La Graufesenque del periodo 80-120, come il frammento con figura di menade danzante (Osw. 371). Due pareti di Drag. 37 appartengono probabilmente a due vasi epigrafici diversi, prodotti a Banassac nelle officine di Germanus nella prima metà del II secolo e, infine, un frammento decorato con la figura di Pan (Osw. 717) viene da una fabbrica di Lezoux che, a giudicare dai motivi non figurati che accompagnano il punzone principale, potrebbe essere quella di Doeccus (fig. 40.1-4). La modanatura sulla parete di una coppa Drag. 44b fa propendere per una sua produzione in un’officina meridionale nel corso del II secolo40 (fig. 40.5).

    Fig. 40 – Frammenti di sigillate galliche dalle domus di via Basilica

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    5.3.6. Note su altri cantieri

    74Frammenti di sigillata gallica sono emersi in quasi tutti gli scavi torinesi e non è possibile ora arrivare a una trattazione esauriente, per la quale sarebbe necessario anche uno studio sistematico dei diversi contesti41. Mi pare importante comunque segnalare i rinvenimenti più significativi.

    75Dallo scavo del complesso della cattedrale42, che per l’età romana ha restituito le tracce di un edificio con un ambiente riscaldato, vengono due piatti Drag. 18 di fabbrica meridionale, entrambi con marchio di fabbrica. Il primo porta la firma di Secundinus43, vasaio attivo tra il 70 e il 150, e il secondo quella di Satto I44, ceramista noto sia a La Graufesenque che a Banassac tra l’85 e il 120 circa (fig. 41.1-2).

    76Da un’indagine condotta in un edificio in via Perrone viene un fondo di coppa carenata Drag. 29 con il marchio della fabbrica di Vitalis II45, databile tra il 70 e l’85 (fig. 41.3). Tra i frammenti lisci sono presenti alcuni esemplari di piatti Bet 32 = Wa 79 di produzione centrogallica.

    77Da uno scavo in via Botero vengono ben tre esemplari di coppa Ritt. 12 con becco versatoio, una tipologia molto poco attestata tra i materiali torinesi (fig. 42.1). Si tratta della più antica coppa a listello in sigillata, fabbricata già verso la metà del I secolo nelle officine di La Graufesenque. Le produzioni di Lezoux sono testimoniate almeno da un frammento di coppa emisferica Drag. 37 con la scena del sacrificio di Andromeda (Osw. 1142), motivo caro a diversi ceramisti di Lezoux attivi nella seconda metà del II secolo, che è da attribuire alla fabbrica di Cinnamus (fig. 41.4) e da un fondo di piatto Drag. 18 con firma di Marcus V, databile tra il 160 e il 210 (fig. 41.5). Un frammento di fondo da via Cappel Verde porta probabilmente la firma di Cucalus, vasaio attivo a Lezoux tra il 140 e il 17046 (fig. 41.6).

    78Un piatto Drag. 18B marmorizzato è stato rinvenuto in uno recupero degli anni Settanta del secolo scorso in piazza Castello, mentre un altro piatto con la firma di Sarrutus era emerso da indagini dei primi decenni del XX secolo47 (fig. 41.7).

    Fig. 41 – Frammenti di sigillate galliche dall’area del complesso cattedrale, da via Perrone, da via Botero, da via Cappel Verde e da piazza Castello.

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    5.4. Magazzini e aree portuali

    5.4.1. Un quartiere mercantile tra le mura e la Dora

    79L’area compresa tra il tratto nord delle mura e la Dora, articolata in terrazze digradanti verso il fiume, è densa di ritrovamenti che forniscono spunti interessanti per la comprensione degli aspetti economici della città antica. Una serie di indagini geologiche ha evidenziato la presenza di un vecchio meandro del fiume sul quale si affacciava un terrazzo fluviale che forse già in età protostorica ospitava un insediamento legato alla presenza del corso d’acqua. In età romana esistevano certamente un approdo e molto probabilmente anche una vera e propria banchina, poiché lungo la Dora, oltre alle altre merci, venivano trasportati i materiali da costruzione estratti nelle cave della Val di Susa, come il gneiss ghiandone di Vaie usato per i basolati delle strade48.

    80Un drenaggio di anfore individuato in più occasioni in questa zona tra il 1830 e il 1838, e stimato da Carlo Promis in 1.350.000 esemplari, è l’esito di una imponente opera di bonifica e di protezione dalle esondazioni della Dora49.

    5.4.1.1. Un grande edificio (pubblico) in piazza Emanuele Filiberto

    81Le attività di controllo archeologico e scavo stratigrafico preventive alla costruzione di un parcheggio interrato condotte negli anni Novanta del secolo scorso hanno permesso di individuare, su un’area di circa cinquemila metri quadri, parti di un edificio probabilmente pubblico già noto da vecchi ritrovamenti. La struttura, a pianta rettangolare allungata disposta parallelamente alla cinta muraria, era raccordata alle mura della città o forse vi era addossata. La poderosa parete nord era irrobustita da un complesso sistema di fondazioni ; un lungo tratto della parete meridionale è visibile all’interno dell’attuale parcheggio interrato e conserva ancora tracce dell’originario intonaco dipinto. È possibile che questo grande edificio, di cui resta incerta l’interpretazione, si sviluppasse a nord scendendo a terrazze verso le sponde della Dora50. Potrebbe appartenere allo stesso complesso, sempre articolato a terrazze digradanti verso il fiume, un’altra grande costruzione individuata negli scavi del sottopasso di corso Regina Margherita, definita da un poderoso muro e da una pavimentazione cementizia molto estesa, di cui non si sono conservati i limiti51.

    82I materiali di entrambi gli scavi sono sostanzialmente inediti. Si segnala comunque la presenza, in piazza Emanuele Filiberto, di un esemplare di piatto con orlo estroflesso Bet 43 = Curle 23, prodotto nelle officine di Lezoux nel corso del II secolo52 (fig. 42.2).

    Fig. 42 – Coppa Ritt. 12 da via Botero e piatto Bet 43 = Curle 23 da piazza Emanuele Filiberto.

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    5.4.1.2. Il complesso dell’ex caserma dei Vigili del Fuoco

    83All’inizio dell’età imperiale, sul terrazzo fluviale affacciato sulla Dora, viene realizzato un complesso di edifici organizzati intorno a una vasta area aperta porticata, pavimentata con un battuto di ghiaia. Una serie di impronte lasciate da grandi recipienti almeno parzialmente interrati e disposti su doppia fila sono probabilmente l’indizio di un’attività produttiva e/o più probabilmente commerciale, in cui era necessario prevedere lo stoccaggio di derrate53.

    84Nei periodi seguenti ampliamenti, ristrutturazioni e rimaneggiamenti hanno modificato l’impianto originario, fino a un momento di contrazione del complesso con l’abbandono del settore orientale e una riduzione di quello occidentale. Infine una serie di crolli, dovuti forse a un incendio, mette fine alla vita dell’intero impianto probabilmente non oltre il III secolo.

    85Lo scavo è tuttora sostanzialmente inedito e l’analisi preliminare dei materiali è stata condotta solo molto parzialmente54. Non sono per ora noti frammenti di sigillata gallica.

    5.4.2. Un horreum sulla riva del Po

    86Tra il 2004 e il 2005, durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio interrato e per la riqualificazione dell’intera piazza Vittorio Veneto, sono emersi i resti di una grande struttura interpretabile come horreum che doveva sorgere, isolato, sulla riva del Po (fig. 43)55.

    87Il primo impianto, realizzato probabilmente verso la metà del I secolo, era identificabile solo da pochi resti molto frammentari56. Doveva trattarsi di un edificio principale, di circa trecento metri quadrati, con annessi laterali, già destinato allo stoccaggio delle merci e a servizio di attività commerciali. In un momento successivo all’80-8157 il complesso viene demolito e completamente rifatto con un progetto molto più ampio e articolato, che mantiene però lo stesso orientamento.

    88Il magazzino era una grande struttura rettangolare lunga poco meno di 38 metri e larga 15 metri e mezzo. Lo spazio interno, di quasi 600 metri quadri, era diviso in tre navate da una serie di pilastrini in muratura funzionali a reggere il sistema di copertura, un semplice tetto a quattro spioventi con tegole piane. Intorno al capannone principale sorgevano altri edifici costruiti nel corso del tempo senza un progetto organico, per soddisfare le mutate esigenze dell’intero complesso. La posizione del magazzino era funzionale al carico e allo scarico delle merci che arrivavano per via fluviale e presupponeva la presenza, nelle vicinanze, di una banchina di approdo58.

    89L’horreum rimane in funzione per circa due secoli per poi cadere progressivamente in disuso ; quasi nulle sono le tracce di un utilizzo posteriore al IV secolo59.

    90La sigillata gallica è del tutto assente fra i materiali della prima frequentazione del sito. Tra i reperti che documentano la costruzione dell’horreum, emersi nei riempimenti delle fosse di spoliazione delle strutture precedenti e negli strati di livellamento del terreno prima dell’edificazione, sono, insieme a un asse di Tito, alcuni frammenti piuttosto minuti di coppa emisferica Drag. 37, uno dei quali marmorizzato. Pochissimi frammenti e non significativi, provengono invece dagli strati di uso, che comunque hanno restituito in generale una quantità davvero esigua di materiale60.

    Fig. 43 – A sinistra piazza Vittorio Veneto vista da nord-ovest verso sud-est durante i lavori di scavo ; l’horreum è riconoscibile nell’area di destra. A fianco planimetria del magazzino posizionato sulla Carta Tecnica Comunale.

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    5.5. Le discariche lungo le mura

    91Il problema dello smaltimento dei rifiuti, se pure in maniera meno drammatica di quanto non sia oggi, era presente anche in età romana. Molto si riparava e molto si riciclava dando il più possibile nuova vita agli oggetti, ma era comunque tanto il materiale che andava buttato. Tra i rifiuti delle discariche, sia che fossero aree scelte e destinate allo scopo dall’amministrazione pubblica, sia che si trattasse di scarichi di immondizia privati, sono di solito scarsi i vetri e i metalli, che potevano essere rifusi, o il materiale edilizio, che veniva riutilizzato per quanto possibile o spianato sul luogo delle demolizioni. Gli oggetti in ceramica, invece, venivano restaurati fino a che era possibile, ma una volta del tutto rotti, non potevano più essere reimpiegati in alcun modo e finivano quindi negli immondezzai61.

    92Le discariche torinesi, addossate alle mura secondo una prassi nota anche in altre città, dovevano essere pubbliche, gestite e organizzate dall’amministrazione cittadina. La notevole omogeneità cronologica del materiale, che si data tra la metà del I e il III secolo62, il basso grado di frammentarietà e un buon indice di ricostruibilità indicano che si tratta di materiale in giacitura primaria, frutto di un accumulo progressivo63.

    5.5.1. La discarica interna

    93Le indagini archeologiche condotte tra il 1999 e il 2000 nell’area compresa tra Palazzo Madama e Palazzo Reale, a ridosso della cinta muraria di età romana, hanno restituito oltre 500 casse di materiale, per un totale di circa 15.000 frammenti dagli strati connessi alla costruzione delle mura e ai livelli di accumulo di un tratto di discarica interna alla città. I reperti sono stati oggetto di una classificazione preliminare diversi anni fa, cui, però, non sono seguite l’analisi approfondita e la pubblicazione64. In totale i frammenti di sigillata sono più di 2.000, per 500 dei quali all’epoca non è stata individuata la produzione, ma che forse ora sarebbe possibile, almeno in parte, attribuire65.

    94Su 1.504 frammenti66 riconosciuti, solo 1 è di produzione africana67 e 32 sono probabilmente di fabbriche locali di età tardoantica, mentre tutti gli altri si collocano cronologicamente tra la metà del I e il II secolo e sono di produzione italica, padana e gallica (fig. 44).

    95I materiali della Fase 2, che corrisponde al riempimento della fossa di fondazione delle mura, sono per lo più residui mescolati alla terra di risulta dei lavori di scavo reimpiegata poi per la colmatura e si datano entro l’età claudia68. Questo nucleo ha restituito un centinaio di frammenti di sigillata, di cui solo 9 gallici, due dei quali marmorizzati69, mentre gli altri sono divisi piuttosto equamente tra la produzione italica e quella padana.

    96Nella fase successiva, che corrisponde al periodo 65-90 circa, la situazione cambia radicalmente e le importazioni di sigillata gallica aumentano in maniera esponenziale. Su 330 frammenti di sigillata (compresi quelli di « sigillata » generica), ben 146 sono di produzione gallica e solo 4 italica ; circa la metà dei frammenti è costituita da forme lisce, mentre tra le coppe decorate a matrice sono di gran lunga preponderanti le Drag. 29.

    97La fase seguente corrisponde alla progressiva formazione di una discarica di rifiuti urbani, di cui non conosciamo il momento conclusivo per i successivi livellamenti della piazza in età moderna. Gli strati di questa fase hanno restituito oltre 9.000 frammenti, più della metà dei quali pertinenti ad anfore. Le sigillate sono 1.652, di cui 1.168 identificate, con una prevalenza non sostanziale delle produzioni padane su quelle galliche (fig. 44).

    Fig. 44 – Nel grafico a sinistra i rapporti percentuali tra le sigillate di produzione italica, padana e gallica nei materiali dello scavo di piazza Castello ; in quello al centro i rapporti percentuali tra le diverse produzioni dagli strati di accumulo della discarica ; nel grafico a destra l’incidenza delle diverse forme identificate di produzione gallica dagli strati di accumulo della discarica.

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    98Il momento iniziale dell’accumulo si colloca probabilmente in età domizianea, come testimonia anche la variazione molto sensibile dei rapporti percentuali tra le coppe carenate Drag. 29, che scompaiono definitivamente con la fine del secolo, e le coppe emisferiche Drag. 37, che diventano egemoni sul mercato torinese, ma più in generale su quello cisalpino (fig. 44). Si riduce progressivamente la varietà del vasellame liscio e, con i decenni centrali del II secolo, cominciano ad arrivare alcune forme peculiari delle officine centrogalliche, come il mortaio Bet 97 = Curle 21, il piatto Bet 55/56 = Drag. 31, la coppa Bet 89 = Drag. 44 o il piatto Bet 32 = Wa 79.

    99Con uno sguardo d’insieme al materiale della discarica interna e a quello della discarica esterna è possibile evidenziare le diverse caratteristiche nella composizione dell’accumulo che, fuori le mura, accoglie anche gli scarti delle lavorazioni artigianali, mentre all’interno è il risultato quasi esclusivo della raccolta di rifiuti domestici. I materiali della discarica interna sembrano inoltre, nel complesso, più antichi di quelli rinvenuti nello scavo dei Giardini Reali, ma potrebbe anche essere un’impressione distorta dovuta all’esito dei livellamenti che le porzioni superiori dell’accumulo hanno subito nel corso dei secoli di vita della piazza, a partire già dal Medioevo. Lo stesso non è avvenuto invece per la discarica esterna, che si trova in un’area rimasta sempre destinata a giardino.

    5.5.1.1. La sigillata marmorizzata

    100Sul totale delle importazioni galliche riconosciute, il 7,5% è marmorizzato, quasi esclusivamente forme lisce, se si eccettua un piccolo frammento di orlo di Drag. 37. Sono presenti piatti Drag. 15/17, Drag. 18 e piatti con labbro pendente Drag. 35, coppette cilindriche Drag. 4/22, coppe con listello Drag. 24/25 e con strozzatura sulla parete Drag. 27, coppe con labbro pendente Drag. 36 e coppette emisferiche Ritt. 8. Quattro frammenti sono bollati, uno da Aquitanus e uno da Primus III, entrambi noti anche a La Graufesenque con vasellame marmorizzato, e uno da Camius e uno da Senilis, vasai di cui non era finora conosciuta una produzione marmorizzata.

    Fig. 45 - Piatto Drag. 36, coppetta Drag. 35 e coppetta cilindrica Drag. 22 in sigillata marmorizzata, dagli strati di accumulo della discarica.

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    5.5.1.2. Note sui materiali

    101Il catalogo che segue è frutto di una scelta di materiali significativi che è stato possibile documentare fotograficamente o con un disegno. Sono stati inseriti frammenti rinvenuti negli strati di età romana, ma anche quelli (pochi) emersi come residui in livelli di epoca più tarda.

    102Sono inseriti nel catalogo diversi frammenti di coppe carenate Drag, 29 non descritte, perché si tratta di semplici parti di volute vegetali o bande a onde. È comunque utile, però, fornire un quadro delle attestazioni di un nucleo piuttosto consistente di Drag. 29, forma normalmente poco presente nei siti della Cisalpina, che testimonia un avvio regolare delle importazioni probabilmente almeno in età claudio-neroniana.

    5.5.1.3. Catalogo

    5.5.1.3.1. Produzione: Gallia meridionale, La Graufesenque (40-80)

    103Numero : 0045 (inv. 87136)
    Vasaio : Aquitanus (int : OFAQVIT[)
    Datazione : 40 - 65
    Forma : piatto
    Tipo : non id.
    Descrizione : marmorizzata
    Commento : Aquitanus, attestato anche a La Graufesenque con prodotti marmorizzati, rientra tra i ceramisti che sembrano non essere stati interessati al mercato italico.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Genin 2007, tav. 143, 2.2 ; NOTS 1, p. 228-241.

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    104Numero : 0041 (inv. 87107)
    Vasaio : Camius (int : CAM)
    Datazione : 30 - 50
    Forma : coppetta
    Tipo : Drag. 24/25
    Descrizione : marmorizzata
    Commento : il marchio non è noto su vasellame marmorizzato ; si tratta di una piccola officina attiva nella prima metà del I secolo.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Genin 2007, tav. 165, 86.1 ; NOTS 2, p. 199.

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    105Numero : 3264
    Vasaio : Felix I (int : ]LICISO)
    Datazione : 55 - 85
    Forma : non id.
    Tipo : non id.
    Commento : ceramista attivo sia a La Graufesenque che a Le Rozier soprattutto in età neroniana ; nelle sue esportazioni sembra prediligere i mercati settentrionali.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 4, 22.14a.

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    106Numero : 0069 (inv. 85875)
    Vasaio : Genialis I (int : GEN^IA[)
    Datazione : 45 - 60
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : frammento di fondo
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 4, 167-168.2a.

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    107Numero : 0043 (inv. 87109)
    Vasaio : Meddillus (int : MEDDILLI)
    Datazione : 50 - 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : doppia banda ondulata con motivi vegetali
    Commento : l’analisi della diffusione dei marchi di fabbrica di Meddillus evidenzia come il ceramista abbia scelto di esportare solo verso i mercati del nord e della Britannia.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Gabler - Marton 2009, p. 260, n. 411 ; NOTS 6, 52.5a ; RGZM, serial number 0002332.

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    108Numero : 0040 (inv. 85598)
    Vasaio : Primanus II (int : OF.PRIM^AN)
    Datazione : I secolo
    Forma : piatto
    Tipo : Drag. 18 (?)
    Commento : in NOTS sono raccolte sotto questo nome alcune firme considerate dubbie, ma sono le uniche firme di un Primanus che riportino l’indicazione OF. Si tratta esclusivamente di frammenti rinvenuti nel nord Europa e in Britannia. Credo che la lettura del marchio torinese sia abbastanza inequivocabile, anche se rimane dubbia la presenza di un nesso tra M e A.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 7, p. 196.

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    109Numero : 3106
    Vasaio : Primus III (int : OF.PRIM[)
    Datazione : 40 - 80
    Forma : piatto
    Tipo : non id.
    Descrizione : frammento di fondo, marmorizzata
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 7, 223.18.

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    110Numero : 0046 (inv. 87139)
    Vasaio : Primus III (int : PRIMI)
    Datazione : 40 - 80
    Forma : piatto
    Tipo : Drag. 18
    Commento : Genin 2007 raccoglie sotto il nome di Primus I ben 983 frammenti, datati tra il 15 e il 70, mentre NOTS tenta di attribuire i frammenti a diversi produttori.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Genin 2007, tav. 196, 332.4 ; NOTS 7, 223.35.

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    111Numero : 0038 (inv. 87111)
    Vasaio : Secundus II (int : OFSECVND)
    Datazione : 60 – 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : doppia banda ondulata ; in quella inferiore sono inseriti leoni in corsa
    Commento : secondo il database del RGZM, questa variante del marchio di fabbrica è presente solo nei mercati del nord : copre al 100% la Gallia Belgica e la Lugdunense e all’80% la Britannia e la Germania, mentre è assente in Italia. Bisogna però tenere presente che i numeri su cui si basano queste statistiche sono molto piccoli.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 8, 172.8b.

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    112Numero : 0037 (inv. 87110)
    Vasaio : Secundus II (int : OFSECVND)
    Datazione : 60 – 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : Mercurio che depone una borsa su un altare e croce di Sant’Andrea
    Punzone : 518A
    Commento : si tratta di un punzone che sembrerebbe noto solo da un disegno di Hermet ripreso da Oswald. Per il marchio di fabbrica si vedano le osservazioni al numero 0038.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, p. 19, 45, tav.18 ; Oswald 1936-1937, tav. XXV, 518A ; NOTS 8, 172.8b.

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    113Numero : 0042 (inv. 87108)
    Vasaio : Senilis I (int : SENIL[)
    Datazione : 50 - 70
    Forma : coppetta
    Tipo : non id.
    Descrizione : marmorizzata
    Commento : in Genin 2007 la firma di Senilis non è tra quelle attestate su sigillata marmorizzata, ma già NOTS riporta l’esistenza di un marchio su un piatto marmorizzato.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Genin 2007, tav. 205, 384.1 ; NOTS 8, p. 211-213.

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    114Numero : 3088
    Datazione : 50 - 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : banda a onde con cane in corsa verso destra e lepre accovacciata a sinistra
    Punzone : 1965, 2104
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXXVIII, 1965 ; LXXX, 2104 ; Nieto - Puig 2001, p. 67, schema 5.

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    115Numero : 3603
    Datazione : 50 - 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : banda figurata semplice con probabile scena di animali affrontati ; rimane un cinghiale verso sinistra
    Punzone : 1670
    Commento : i cinghiali, in diverse varianti, sono tra i più rappresentati nelle bande figurate con animali in corsa ; molto ben attestati tra i materiali del relitto di Cala Culip.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXIX, 1670 ; Nieto - Puig 2001, p. 65, schema 2.

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    116Numero : 3061
    Datazione : 40 - 60
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : due bande a onde sovrapposte
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, tav. 40, n. 21 ; Nieto - Puig 2001, p. 65, schema 2.

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    117Numero : 3263
    Datazione : 40 - 60
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : schema a metope semplici con raffigurazione di cane che caccia una lepre e conigli accovacciati in direzione contrapposte
    Punzone : 1968
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, tav. 66, 4-5 ; Oswald 1936-1937, tav. LXXVIII, 1968 ; Nieto - Puig 2001, p. 92, Bd.4.

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    118Numero : 3275
    Datazione : 40 - 60
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : figura seduta su uno scranno, panneggiata, con le mani tese in avanti (?)
    Punzone : 0921
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, tav. 18, 56A ; Oswald 1936-1937, tav. LXV, 921.

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    119Numero : 3114
    Datazione : 40 - 60
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : fascia a metope semplici in cui sono probabilmente inserite piccole figure umane o animali
    Bibliografia specifica : inedito.

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    120Numero : 3098
    Datazione : 40 - 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : doppia banda a onde
    Commento : i motivi singoli trovano confronti con quelli presenti su alcuni esemplari del relitto di Cala Culip, ma non l’insieme decorativo.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    121Numero : 3062
    Datazione : 50 - 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : doppia banda a onde
    Bibliografia specifica : inedito.

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    122Numero : 3065
    Datazione : 50 - 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Commento : la coppa è piuttosto piccola e la decorazione della fascia centrale è quasi illeggibile. L’attribuzione cronologica si basa sulla forma.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    123Numero : 3091
    Datazione : 50 - 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : banda a onde
    Bibliografia specifica : inedito.

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    124Numero : 3120
    Datazione : 50 - 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : banda con metope semplici e cani verso sinistra (schema 3) e sotto banda a onde con cerchi che racchiudono piccoli animali (lepre ; schema 5)
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Nieto - Puig 2001, p. 66-67, schemi 3 e 5.

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    125Numero : 3064
    Datazione : 50 - 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Bibliografia specifica : inedito.

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    5.5.1.3.2. Produzione: Gallia meridionale, La Graufesenque (80-120)

    126Numero : 0048 (inv. 87141)
    Vasaio : Crestio (int : OF.CRESTIO)
    Datazione : 80 – 110
    Forma : non id.
    Tipo : non id.
    Commento : in NOTS l’arco cronologico della produzione di Crestio è indicato come 45-75.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Genin 2007, p. 197-198 ; NOTS 3, 175-176.5a.

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    127Numero : 3047 (inv. 446/6)
    Vasaio : non id. (int : INA)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa
    Tipo : Drag. 27C
    Commento : sul fondo interno bollo non interpretato ; la cronologia è proposta sulla base della variante della forma.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    128Numero : 3090
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa cilindrica
    Tipo : Drag. 30
    Descrizione : Diana con la lepre
    Punzone : 0104
    Commento : attribuzione ipotetica. La forma potrebbe far pensare a un prodotto di Lezoux, ma la figura di Diana è troppo frammentaria per una identificazione precisa. Al contrario, la figura di Diana può riportare anche a fabbriche di Banassac, dove però, come già detto, gli esemplari di coppe cilindriche Drag. 30 sono del tutto sporadici.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. VII, 104.

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    129Numero : 3599
    Datazione : 70 - 100
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : banda a metope semplici, arciere
    Punzone : 0268
    Commento : si tratta probabilmente di una coppa prodotta ancora nel I secolo ; la figura dell’arciere, in diverse versioni, è un punzone ben attestato tra i materiali del relitto di Cala Culip.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XIV, 268 ; Nieto - Puig 2001, p. 81, Aa. 32 e Aa. 34.

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    130Numero : 2638
    Datazione : 70 - 100
    Forma : coppa
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : banda di onde all’interno della quale sono inseriti dei tondi con putti
    Punzone : 0457
    Commento : lo schema decorativo è presente in diversi esemplari di coppe rinvenute nel relitto di Cala Culip.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXIII, 457 ; Nieto - Puig 2001, p. 321, 332-333.

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    131Numero : 3014
    Datazione : 70 - 100
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : genio alato, croce di Sant’Andrea
    Punzone : 0704
    Commento : il punzone con la figura del genio alato sembra essere caratteristico delle officine di Germanus, probabilmente ancora a La Graufesenque.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXXIV, 704 ; Nieto - Puig 2001, p. 430, 572.

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    132Numero : 3336
    Datazione : 70 – 90 (?)
    Forma : coppa cilindrica
    Tipo : Drag. 30
    Descrizione : Vittoria con palma verso sinistra
    Punzone : 0814
    Commento : il punzone è noto anche a Banassac, dove però gli esemplari di coppe cilindriche Drag. 30 sono solo sporadici.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXXIX, 814.

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    133Numero : 3283 (inv. 446/26)
    Datazione : 80-100
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Pudicizia
    Punzone : 0924A
    Commento : attribuzione incerta del punzone.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLV, 924A.

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    134Numero : 3601
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : bambino accovacciato che lancia delle oche o anatre
    Punzone : 0961
    Commento : il punzone è noto anche a Banassac.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLVII, 961.

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    135Numero : 3600
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : coppia di gladiatori
    Punzone : 0999, 1000
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLVIII, 999-1000.

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    136Numero : 3267
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : probabile coppia di gladiatori, di cui rimane solo parte di uno, grifone volto a destra
    Punzone : 1007
    Commento : identificazione per la forma dello scudo.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLII, 879 ; XLVIII, 1007.

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    137Numero : 3604
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : gladiatore (torero) e toro affrontati
    Punzone : 1008, 1871
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLVIII, 1008 ; LXXVI, 1871 ; Nieto - Puig 2001, p. 80, Aa. 16 ; 103, Bh. 1.

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    138Numero : 3015
    Datazione : 70 - 90
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : leone verso destra e cespuglio
    Punzone : 1418
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXI, 1418.

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    139Numero : 3602
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : leone rampante verso sinistra
    Punzone : 1447
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXII, 1447 ; Nieto - Puig 2001, p. 88, Ba. 25.

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    140Numero : 3096
    Datazione : 80 - 100
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : leone verso sinistra e cespuglio
    Bibliografia specifica : inedito.

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    141Numero : 3067
    Datazione : 80 – 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cervide accovacciato volto verso sinistra e sotto orso verso destra
    Punzone : 1586, 1746
    Commento : la qualità del pezzo è molto buona e potrebbe far pensare a un prodotto del periodo della massima espansione delle fabbriche di La Graufesenque, ma l’insieme dei motivi decorativi suggerisce di proporre una datazione più bassa.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXV, 1586 ; LXXI, 1746.

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    142Numero : 3111
    Datazione : 70 - 90
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cervide retrospiciente in corsa tra volute vegetali
    Punzone : 1738
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXXI, 1738 ; Nieto - Puig 2001, p. 368, 432.

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    143Numero : 3282
    Datazione : 70 - 100
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : coppia di gladiatori (?), grosso pesce
    Punzone : 2389
    Commento : si tratta molto probabilmente di una coppa prodotta ancora nel periodo di massima diffusione della sigillata rutena, ma il frammento è troppo piccolo per una attribuzione certa.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXXXVIII, 2389.

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    144Numero : 3265
    Datazione : 70 - 90
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : croce di Sant’Andrea
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, tav. 33, 15 similis.

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    145Numero : 3060
    Datazione : 70 - 100
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : banda con volute vegetali
    Commento : il frammento torinese differisce da quello di Cala Culip solo per una delle terminazioni della banda ondulata.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Nieto - Puig 2001, p. 335, 364, schema 5.

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    5.5.1.3.3. Produzione: Gallia meridionale, La Graufesenque o Banassac

    146Numero : 3085
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Ercole con l’Idra di Lerna, croce di Sant’Andrea
    Punzone : 0786
    Commento : il tipo della croce di Sant’Andrea fa pensare a un prodotto di Banassac piuttosto che di La Graufesenque.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXXVIII, 786.

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    147Numero : 3073
    Datazione : 100 – 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : teoria di animali in corsa verso sinistra : orso (?), cane
    Punzone : 1994
    Commento : è molto probabile che si tratti di un prodotto di Banassac
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXXVIII, 1994.

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    148Numero : 2637 (inv. 85590)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cinghiali e leoni in corsa separati da arbusto
    Commento : è sicuramente un prodotto delle officine tarde della Gallia meridionale, più facilmente di Banassac che di La Graufesenque.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, p. 111, tav. 67, 14.

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    149Numero : 2752 (inv. 85593)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : animali verso sinistra inframezzati da cespugli
    Commento : graffiti dopo la cottura sia sul fondo esterno che sulla parte bassa della parete.

    150Bibliografia specifica : inedito.

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    151Numero : 3068 (inv. 426/22)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cespuglio da caccia flabellata
    Bibliografia specifica : inedito.

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    5.5.1.3.4. Produzione: Gallia meridionale, Banassac

    152Numero : 3044 (inv. 75931+75936)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Cupido a sinistra sotto tralci vegetali e sotto una teoria di oche retrospicienti
    Punzone : 0457, 2247-2249
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXIII, 457 ; LXXV, 2247-2249 ; Hofmann 1988, p. 141, 66 ; 150, 289-290 ; 151, 316.

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    153Numero : 3115
    Vasaio : Germanus (?)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : foglia verso destra
    Commento : attribuzione ipotetica sulla base della forma della foglia e della sua posizione, che richiama prodotti di Banassac, tra i quali anche i vasi epigrafici.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hofmann 1988, p. 151, 316.

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    5.5.1.3.5. Produzione: Gallia centrale, Lezoux

    154Numero : 0034 (inv. 85592)
    Vasaio :Cinnamus II (ext : ]INNAMI)
    Datazione : 135 - 180
    Forma : coppa
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : pantera verso destra
    Punzone : 1511 (?)
    Commento : una pantera come quella del frammento torinese è su un esemplare edito in Rogers 1999, ma non è identificabile esattamente tra i punzoni di Oswald 1936-1937 e neppure tra quelli nuovi di Rogers 1999.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Stanfield - Simpson 1958, tav. 157-163 ; Rogers 1999, tav. 32, 43 e 45 ; NOTS 3, 24.5a.

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    155Numero : 3271
    Vasaio : Cinnamus
    Datazione : 140 - 170
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : treppiede
    Commento : il motivo è molto simile a Rogers 1974, Q43 che però sembra leggermente più stilizzato, soprattutto nella base che nel frammento torinese è chiaramente realizzata con due nastri o due funi avvolte e nel disegno di Rogers invece è informe.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Rogers 1974, Q43.

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    5.5.2. La discarica esterna

    156Alcuni tratti dei depositi di rifiuti addossati all’esterno delle mura orientali sono stati scavati in più occasioni negli anni Novanta del secolo scorso all’interno dei Giardini Reali. La prima e più corposa indagine è stata effettuata in occasione della costruzione di un caveau interrato destinato a custodire i disegni di Leonardo da Vinci di proprietà della Biblioteca Reale di Torino. Nello scavo sono stati individuati diversi e successivi scarichi di materiali70 ed è stata messa in luce una pista inghiaiata, che probabilmente serviva a disimpegnare l’area.

    157I reperti emersi nella discarica esterna comprendono, oltre ai normali rifiuti domestici, i resti di attività commerciali e artigiane, tra le quali anche un consistente lotto di mantelli di fusione per la realizzazione di statue ed altri elementi in bronzo71. Molto interessanti sono gli scarti di macellazione, oltre un metro cubo di ossa soprattutto di bovino : scapole, ossa coxali, frammenti cranici e le estremità degli arti, che dal macello erano direttamente portati in discarica. Ossa degli arti, coste e vertebre sono invece i residui della carne venduta al dettaglio, rifiuti scartati nel corso della preparazione e del consumo delle pietanze. Circa un quarto delle ossa appartiene ad animali di taglia media o piccola, come maiali, pecore e capre, ma anche pollame, oche e, più raramente, cacciagione (lepri e caprioli). Sono presenti resti di frutti di mare, soprattutto ostriche, ma mancano del tutto i pesci.

    158Tra le ceramiche comuni si individuano alcuni gruppi, prevalentemente brocche, che sono forse un deposito secondario derivato da accumuli di vasi rotti durante la cottura in fornace o il trasporto nei punti di vendita, periodicamente smaltiti nelle aree di discarica. Un certo numero di oggetti semilavorati, soprattutto aghi, stili e altri piccoli arnesi, si evidenzia anche tra i materiali in osso e numerose lastrine in pietra e marmi anche colorati sono forse l’esito della pulizia di botteghe di marmisti. È abbastanza facile immaginare, dunque, che in quest’area immediatamente periurbana72, disimpegnata da una pista inghiaiata e molto vicina al fiume, fossero impiantate le attività dei piccoli artigiani.

    159La sigillata gallica è presente in quantità notevoli, più meno pari a quella delle produzioni padane. Nel catalogo che segue è inserita solo una limitata scelta dei materiali più significativi.

    5.5.2.1. Catalogo

    5.5.2.1.1. Produzione: Gallia meridionale, La Graufesenque (40-80)

    160Numero : 3328 (inv. 75960)
    Vasaio : Primus III (int : OFPR[I]MI)
    Datazione : 40 - 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 7, 222.12.

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    161Numero : 2916 (inv. 79791)
    Vasaio : Primus III (int : OF.P[)
    Datazione : 40 - 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Commento : il marchio è molto frammentario e non è possibile escludere che la prima lettera del nome sia una F e che quindi possa trattarsi di un prodotto di Firmus II, vasaio attivo a La Graufesenque tra il 60 e l’85, però finora non noto nella Cisalpina.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 7, 222.

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    162Numero : 2819 (inv. 79801)
    Datazione : 40-70
    Forma : piattino a bordo arrotondato, marmorizzato
    Tipo : Hermet 12c
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Genin 2007, p. 335, 35, tav. 223, 56.

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    163Numero : 2729 (inv. 79903)
    Vasaio : Sabinus II (?)
    Datazione : 50 - 80
    Forma : coppa cilindrica
    Tipo : Drag. 30b
    Descrizione : Bacco con tirso e cantaro e la pantera accovacciata, Menade danzante
    Punzone : 0371, 0564
    Commento : entrambi i punzoni sono caratteristici della produzione di Sabinus II73.
    Bibliografia specifica : Lavizzari Pedrazzini 2003, p. 251, fig. 240.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XX, 371 ; XXVII, 564 ; Mees 1995, tav. 176, 1.

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    164Numero : 2877 (inv. 78607)
    Datazione : 60 - 90
    Forma : coppa cilindrica
    Tipo : Drag. 30b
    Descrizione : teoria di satiri con grappolo d’uva verso destra
    Punzone : 0596-0597
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXIX, 596 o 597.

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    165Numero : 2711 (inv. 79951)
    Datazione : 40 - 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : grifone verso sinistra
    Punzone : 0882
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLII, 882.

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    166Numero : 3597 (inv. 79908)
    Datazione : 40 - 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Descrizione : coppia di gladiatori
    Punzone : 1020, 1021
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLIX, 1020-1021.

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    167Numero : 2769 (inv. 79808)
    Datazione : 40 - 70
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29b
    Bibliografia specifica : inedito.

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    5.5.2.1.2. Produzione: Gallia meridionale, La Graufesenque (80-120)

    168Numero : 0005 (inv. 78604)
    Vasaio : Amandus (ext, ret : OFAMAN^D)
    Datazione : 90-125
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Commento : la lettura del bollo è piuttosto difficoltosa, ma si identificano con sufficiente chiarezza la N e la D in nesso ; più difficile è distinguere una eventuale I finale. Il frammento pubblicato nella banca dati del RGZM ha la stessa decorazione usata per separare le metope.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, tav. 110 ; Mees 1995, tav. 6, 2 ; RGZM serial number 2008574 ; NOTS 1, 173.1a tab.

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    169Numero : 3041 (inv. 75946)
    Vasaio : Censor I (int : OFC.EN)
    Datazione : 70 - 80
    Forma : coppa carenata
    Tipo : Drag. 29
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Genin 2007, tav. 169, 109.2 ; NOTS 2, 335.3b.

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    170Numero : 3327 (inv. 75961)
    Vasaio : Censor I (int, ret : C]ENSS[O]RFEC)
    Datazione 70 - 90
    Forma : piatto
    Tipo : Drag. 15/17
    Commento : l'identificazione del tipo è approssimativa, ma la variante 8a del marchio è presente praticamente solo su 15/17 o 18, 18R e 18/31.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 2, 335.8a.

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    171Numero : 2725 (inv. 79917)
    Vasaio : Coe- Bass-(ext : COIIBAC[)
    Datazione : 90 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : processione di offerenti intervallata da medaglioni con animali diversi
    Punzone : 0977
    Commento : non ci sono notizie su questo ceramista (o su questa coppia di ceramisti), che però potrebbe essere connesso con la firma Bassus Coelus nota a La Graufesenque per i decenni precedenti.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLVII, 977 ; Mees 1995, tav. 10, 6-7 ; NOTS 3, p. 86.

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    172Numero : 3329
    Vasaio : L. Cosius (ext : L]COSI)
    Datazione : 90 - 125
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 3, 129.MS1.

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    173Numero : 2973 (inv. 79929)
    Vasaio : L. Cosius Virilis (int : OFL.CVIRILI)
    Datazione : 75 - 110
    Forma : coppetta con strozzatura sulla parete
    Tipo : Drag. 27
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 3, 141.12b.

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    174Numero : 0017 (inv. 79997)
    Vasaio : Iulius Aplastus (ext : IVL.APLA)
    Datazione : 85 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Mees 1995, p. 69 e 132, tav. 8, 2 ; NOTS 4, 341-342.1a.

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    175Numero : 3326 (inv. 75957)
    Vasaio : Patricius (int : ]ATRC)
    Datazione : 65 - 90
    Forma : coppetta
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 7, p. 70-85.

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    176Numero : 3180 (inv. 94090)
    Vasaio : Sulpicius (int : SVLPICI, con S retrograda)
    Datazione : 85 – 110
    Forma : coppetta
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Genin 2007, p. 250, 409.2, tav. 2019 ; NOTS 8, 367.8g.

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    177Numero : 2881 (inv. 78611)
    Vasaio : Rosetta I (ext : rosetta)
    Datazione : 100 - 130
    Forma : coppa
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : guerriero stante, con ampio mantello, arcate
    Punzone : 0168
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. X, 168 ; Mees 1995, p. 100, 81.

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    178Numero : 2834 (inv. 79985)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Giove in trono verso destra, amorino alato verso destra con ghirlanda
    Punzone : 0005, 0393
    Commento : il punzone con l’amorino alato è molto consunto e risulta estremamente schematizzato rispetto a quanto disegnato in Hermet 1934 e Oswald 1936-1937, ma non sembrano noti altri punzoni di amorini che tengono in mano una ghirlanda.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, tav. 18, 2 e 31 ; Oswald 1936-1937, tav. I, 5 ; XXI, 393.

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    179Numero : 2858 (inv. 78601)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cavaliere a sinistra con grande scudo, busto di Minerva a sinistra
    Punzone : 0265, 1208
    Commento : il disegno di Hermet risponde meglio al tipo del punzone.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, tav. 23, 233 ; Oswald 1936-1937, tav. XIV, 265 ; LVII, 1208.

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    180Numero : 2608 (inv. 79906)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : satiro con doppio flauto, satiro, Peleo riceve la spada da Vulcano, reziario
    Punzone : 0330, 0601, 0609, 0883, 1043
    Commento : il punzone con Peleo trova un confronto preciso con un frammento di Mercator edito in Mees 1995 e con altri tre del RGZM (2001191, 2005113, 2005114), tutti da La Graufesenque. I punzoni, tranne il 0609, sono assenti dal materiale del relitto di Cala Culip.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XVIII, 330 ; XXIX, 601A ; XXX, 609 ; XLII, 883 ; LII, 1043 ; Mees 1995, p. 164, tav. 135, 1.

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    181Numero : 2653 (inv. 79818)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Venere
    Punzone : 0371
    Commento : l’identificazione del punzone è fatta sulla base dell’inclinazione delle braccia ; alternative possibili sono i punzoni 0596 o 0597, in cui però il personaggio tiene il braccio sinistro ad angolo retto.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XX, 371.

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    182Numero : 2879 (inv. 78609)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : putti alati, cane verso destra
    Punzone : 0435
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXII, 435.

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    183Numero : 2798 (inv. 78630)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : amorino verso sinistra
    Punzone : 0436
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXII, 436.

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    184Numero : 2908 (inv. 78659+79814)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Mercurio verso sinistra
    Punzone : 0528
    Commento : sulla sinistra una scena frammentaria non identificata, in cui sembra di riconoscere una figura femminile piegata con un altro personaggio a fianco.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXV, 528.

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    185Numero : 2651 (inv. 79816)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : amorino inginocchiato verso destra in tralci vegetali
    Punzone : 0501
    Commento : lo stesso punzone è noto anche a Lezoux, ma la composizione dei tralci vegetali fa propendere per un’attribuzione a officine sudgalliche.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXIV, 501.

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    186Numero : 2773 (inv. 78615)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Pan a destra, offerente a sinistra, satiro con grappolo d’uva, Pan, alcuni personaggi non identificati, tra cui forse una Vittoria e un amorino alato
    Punzone : 0596-0597, 0714, 0722, 0977
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXIX, 596-597 ; XXXIV, 714 ; XXXV, 722 ; XLVII, 977.

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    187Numero : 2905 (inv. 78656)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : pescatore che salpa la rete, satiro a destra con grappolo d’uva
    Punzone : 0597, 0958
    Commento : il punzone 0958 è riportato da Oswald 1936-1937 come caratteristico di prodotti di Lezoux, ma lo stesso non mi pare sia attestato nella letteratura corrente per le fabbriche centrogalliche. Al contrario, invece, il punzone 0597 è certamente distintivo delle officine meridionali. In questo senso sarei più propensa a immaginare un errore di attribuzione iniziale più che a pensare a un trasferimento di punzoni, anche perché l’impianto generale della scena si colloca bene tra i prodotti delle officine tarde di La Graufesenque.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXIX, 597 ; XLVI, 958.

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    188Numero : 2966 (inv. 78653)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : satiro a destra con grappolo d’uva, scena erotica
    Punzone : 0597, A
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXIX, 597 ; XC, A.

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    189Numero : 3037 (inv. 75939)
    Vasaio : Germanus
    Datazione : 75 - 110
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : genio alato verso destra, delfino a sinistra e cigni affrontati
    Punzone : 0704, 2311, 2320, 2398
    Commento : il punzone con la figura del genio alato sembra essere caratteristico delle officine di Germanus, probabilmente ancora a La Graufesenque. Alle stesse officine riportano anche la composizione generale, l’accostamento dei punzoni e la decorazione della fascia inferiore.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, tav. 18, 29 ; 22, 217 ; Oswald 1936-1937, tav. XXXV, 704 ; LXXXVI, 2311-2320 ; LXXXVIII, 2398 ; Mees 1995, tav. 70, 1.

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    190Numero : 2873 (inv. 78651)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : personaggio seduto verso sinistra, con berretto frigio
    Punzone : 0839A
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLI, 839A.

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    191Numero : 2963 (inv. 78593)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : coppia di gladiatori, lupa che allatta Romolo e Remo
    Punzone : 0849, 1020, 1028
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLI, 849 ; XLIX, 1020 e 1028.

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    192Numero : 2809 (inv. 78664)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : gladiatore (torero) verso destra con ascia
    Punzone : 1087A
    Commento : Hermet 1934 presenta il punzone insieme a un toro, come variante del medesimo personaggio armato di corta spada.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, tav. 23, 250 ; Oswald 1936-1937, tav. LI, 1087A.

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    193Numero : 2720 (inv. 79912)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cinghiale irsuto a destra, prigioniero con mani legate a terra
    Punzone : 1139A, 1636
    Commento : entrambi i punzoni sono presenti anche tra i materiali del relitto di Cala Culip (terminus ante quem al 78-82) ; il prigioniero 1139A appare in due casi, sempre associato a un toro.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LIV, 1139A ; LXVII, 1636 ; Nieto – Puig 2001, p. 80, Aa.17 ; 90, Bc.2.

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    194Numero : 3038 (inv. 75963)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : grande busto di Minerva a sinistra sotto arcate, oche affrontate
    Punzone : 1208, 2286
    Commento : Hermet 1934 presenta il punzone in una composizione identica a quella del frammento torinese.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, tav. 86, 10 ; Oswald 1936-1937, tav. LVII, 1208 ; LXXXVI, 2286.

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    195Numero : 2962 (inv. 78587)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : leone in corsa a sinistra, scena erotica
    Punzone : 1454, Q
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLII, 1454 ; XC, Q.

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    196Numero : 2792 (inv. 78641)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : orso verso destra
    Punzone : 1586
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXV, 1586.

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    197Numero : 2805 (inv. 78660)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cane verso sinistra
    Punzone : 1994
    Commento : l’attribuzione a officine di La Graufesenque è dovuta al fatto che non sembrano esserci cani simili nel repertorio di Hofmann 1988.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXXVIII, 1994.

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    198Numero : 2647 (inv. 79812)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : aquila in volo con lepre negli artigli
    Punzone : 2186
    Commento : esistono due punzoni molto simili, attribuiti da Oswald 1936-1937 uno a La Graufesenque e uno a Banassac. In Hofmann 1988, invece, non c’è traccia di un punzone con aquila in volo e lepre negli artigli.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXXXIV, 2186.

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    199Numero : 2907 (inv. 78658)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cane in corsa verso destra in mezzo a tralci vegetali e uccelli
    Punzone : 1946
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXXVII, 1946.

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    200Numero : 2832 (inv. 79983)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : scena erotica
    Punzone : A
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XC, A.

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    201Numero : 2871 (inv. 78649)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : scena erotica (?)
    Punzone : inedito
    Bibliografia specifica : inedito.

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    5.5.2.1.3. Produzione : Gallia meridionale, La Graufesenque o Banassac

    202Numero : 2803 (inv. 78635)
    Datazione : 80 – 120
    Forma : coppa cilindrica
    Tipo : Drag. 30
    Commento : attribuzione dubitativa a una fabbrica meridionale. Un frammento simile è attestato a Milano
    Bibliografia specifica : inedito.

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    203Numero : 2860 (inv. 78603)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Giunone verso sinistra, lepre verso sinistra, amorino verso sinistra
    Punzone : 0010, 0457
    Commento : il punzone Osw. 10 è attribuito alla produzione di Banassac, ma non ve n’è traccia in Hofmann 1988.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. I, 10 ; XXIII, 457.

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    204Numero : 2782 (inv. 78626)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Diana verso destra e Vittoria verso sinistra tra croci di Sant’Andrea
    Punzone : 0104B, 0814
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. VII, 104B ; XXXIX, 0814.

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    205Numero : 3300
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : banda composita con metope e medaglioni : arciere a destra entro medaglione, probabile cane a sinistra
    Punzone : 0268
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XIVI, 268 ; Hofmann 1988, tav. 42, n. 289 ; Nieto - Puig 2001, p. 66, schema 4.

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    206Numero : 2685 (inv. 78584)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : amorino verso sinistra entro medaglione
    Punzone : 0457
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXIII, 457.

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    207Numero : 3607
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : satiro con flauto a destra, probabile bestiario a sinistra
    Punzone : 0609
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXX, 609.

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    208Numero : 2882 (inv. 78612)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : uomo nudo con le braccia aperte, figura maschile a destra, Vittoria (?) a sinistra, Pan, Diana a destra
    Punzone : 0646, 0722
    Commento : alcune figure sono troppo frammentarie per proporre attribuzioni a punzoni precisi.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXXI, 646 ; XXXV, 722.

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    209Numero : 2694 (inv. 78595)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : uomo nudo con le braccia aperte
    Punzone : 0646
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXXI, 646.

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    210Numero : 2875 (inv. 78605)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Vittoria verso sinistra ; sulla sinistra probabilmente la parte anteriore dei cavalli di una biga o di un cocchio
    Punzone : 0814
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXXIX, 814.

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    211Numero : 2648 (inv. 79813)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cane a destra, Peleo che riceve la spada da Vulcano
    Punzone : 0883
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLII, 883 ; Hofmann 1988, p. 141, 1.

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    212Numero : 2806 (inv. 78661)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : offerente verso sinistra, lepre verso destra
    Punzone : 0977
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLVII, 977.

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    213Numero : 2783 (inv. 78627)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : coppia di gladiatori
    Punzone : 0999-1000
    Commento : identificazione ipotetica per il cattivo stato di conservazione del frammento.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLVIII, 999-1000.

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    214Numero : 2768 (inv. 79807)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : coppia di gladiatori
    Punzone : 1007-1008
    Commento : del gladiatore di sinistra (Osw. 1007) rimane solo lo scudo rotondo.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLVIII, 1007-1008.

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    215Numero : 2646 (inv. 79811)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : gladiatore verso destra
    Punzone : 1020
    Bibliografia specifica : inedito.

    216Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLIX, 1020.

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    217Numero : 2807 (inv. 78662)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : leone accovacciato verso sinistra, bestiario
    Punzone : 1419 o 1420
    Commento : il cattivo stato di conservazione del pezzo e il solo disegno rendono difficile l’identificazione del personaggio. I due punzoni a cui è attribuibile il leone si trovano sia su prodotti meridionali che su coppe di Lezoux, per cui l’identificazione della provenienza del pezzo rimane ipotetica.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXI, 1419-1420.

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    218Numero : 2682 (inv. 78581)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : felino che sbrana la preda
    Punzone : 1493
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXIII, 1493 ; Hofmann 1988, p. 146, 160.

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    219Numero : 2824 (inv. 78645)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : felino che sbrana la preda
    Punzone : 1493
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXIII, 1493 ; Hofmann 1988, p. 146, 160.

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    220Numero : 2781 (inv. 78625)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : felino che sbrana la preda
    Punzone : 1493
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXIII, 1493 ; Hofmann 1988, p. 146, 160.

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    221Numero : 3606
    Datazione : 80 – 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cervidi inginocchiati affrontati divisi da alberello flessuoso
    Punzone : 1699, 1745 o 1746
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXX, 1699 ; LXXI, 1745 o 1746.

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    222Numero : 2964 (inv. 78623)
    Datazione : 80 – 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cervide inginocchiato a sinistra, cane a sinistra, croce di Sant’Andrea
    Punzone : 1745 o 1746
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXXI, 1745 o 1746.

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    223Numero : 2859 (inv. 78602)
    Datazione : 80 – 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cinghiale
    Commento : l’attribuzione è incerta perché non è possibile identificare esattamente il punzone.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    224Numero : 2767 (inv. 79806)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione :
    Bibliografia specifica : inedito.

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    225Numero : 2826 (inv. 78647)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : uomo nudo volto a destra, colonna
    Punzone : Q
    Commento : il motivo sembra composto dalla figura maschile del punzone Osw. Q, noto sia a La Graufesenque che a Banassac, e da una colonna simile al punzone Hofmann 1988, 418.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XC, Q ; Hofmann 1988, p. 153, 377 ; 154, 418.

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    5.5.2.1.4. Produzione : Gallia meridionale, Banassac

    226Numero : 2797 (inv. 78629)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : amorino verso destra, uomo nudo a braccia aperte, Diana con la lepre, Vittoria a sinistra
    Punzone : 0104B, 0646, Hofmann 1988, 62
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. VII, 104B ; XXXI, 646 ; XXXIX, 814 ; Hofmann 1988, p. 141, 62 ; Mees 1995, tav. 229, 4 (con satiro al posto dell’amorino).

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    227Numero : 2840 (inv. 79991)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : guerriero con grande scudo, lepre (?) a sinistra
    Punzone : 0185
    Commento : il punzone è noto anche a La Graufesenque, ma l’osservazione generale del frammento fa propendere per un’attribuzione a una fabbrica di Banassac, forse di Germanus.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XI, 185 ; Hofmann 1988, p. 142, 79 ; Mees 1995, tav. 230.

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    228Numero : 2799 (inv. 78631)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : amorino verso sinistra
    Punzone : 0457
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXIII, 457 ; Hofmann 1988, p. 141, 65 ; 151, 316.

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    229Numero : 2686 (inv. 78585)
    Datazione : 100 – 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Vittoria a sinistra, sacrificanti con cavallo
    Punzone : 0814, 0984
    Commento : attribuzione dubitativa a una fabbrica del centro gabalo.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXIX, 814 ; XLVIII, 984.

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    230Numero : 2856 (inv. 78599)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : offerente a sinistra, cervide a sinistra
    Punzone : 0977, 1748
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, p. 141, 49-50 ; 148, n. 224 ; Oswald 1936-1937, tav. XLVII, 977 ; LXXI, 1748.

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    231Numero : 2652 (inv. 79817)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : offerente verso sinistra su altare, lepre, offerente verso sinistra
    Punzone : 0977, Hofmann 1988, 375
    Commento : la variante del punzone dell’offerente sembra tipica di Banassac, centro a cui riporta anche il punzone dell’altare.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLVII, 977 ; Hofmann 1988, p.  141, 50 ; 153, 375.

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    232Numero : 2804 (inv. 79810)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : gladiatore verso destra e cespuglio
    Punzone : 0999
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLVIII, 999.

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    233Numero : 2692 (inv. 78592)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : due coppie di gladiatori ; al di sotto sotto felino che sbrana la preda
    Punzone : 1013E, 1013F, 1020-1022, 1493
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLIX, 1020-1022 ; LII, 1013 E, 1013 F ; LXIII, 1493.

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    234Numero : 2870 (inv. 78648)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : coppia di gladiatori
    Punzone : 1020-1022
    Bibliografia specifica : inedito.

    235Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLIX, 1020-1022 ; Hofmann 1988, p. 142, 80-81.

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    236Numero : 2770 (inv. 79809)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : gladiatore
    Punzone : 1022
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XLIX, 1022 ; Hofmann 1988, p. 142, 81.

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    237Numero : 2861 (inv. 78597)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : teoria di animali in corsa verso destra
    Punzone : 1738
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXXI, 1738 ; Hofmann 1988, p. 148, 210.

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    238Numero : 2884 (inv. 78614)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cervide a sinistra, cespuglio
    Punzone : 1746, Hofmann 1988, 329
    Commento : il punzone 1746 è in una delle diverse varianti tipiche delle officine di Banassac.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXXI, 1746 ; Hofmann 1988, p. 152, 329.

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    239Numero : 2684 (inv. 78583+78650)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : leone a destra e venator a sinistra ; testa di cervide rovesciata
    Punzone : 1748, Hofmann 1988, 76 e 195
    Commento : la scena del venator (Hofmann 76) e del leone (Hofmann 195) è ben attestata sui prodotti di Banassac. Nel caso del frammento torinese è interessante notare quello che sembra essere un errore (un pentimento? il riuso poco accorto di una vecchia matrice?) nella creazione della matrice, ovvero la presenza di una testa di cervide capovolta sotto la pancia del leone.
    Bibliografia specifica : Lavizzari Pedrazzini 2003, p. 253, fig. 242.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXXI, 1748 ; Hofmann 1988, p. 142, 76 ; 147, 195 ; 148, 224 ; Mees 1995, tav. 227, 1.

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    240Numero : 2898 (inv. 79925)
    Vasaio : Germanus
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : grande scritta augurale di cui rimane la lettera R separata da motivo vegetale da due lettere frammentarie (quella di destra forse una I)
    Commento : si tratta di un vaso epigrafico.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hofmann 1988, p. 50-57.

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    241Numero : 2836 (inv. 79987)
    Vasaio : Germanus
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : grande scritta augurale di cui rimangono le lettere TE separate da motivo vegetale
    Commento : si tratta di un vaso epigrafico.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hofmann 1988, p. 50-57.

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    242Numero : 3330
    Vasaio : Germanus
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : grande scritta augurale di cui rimane la lettera S affiancata dalla tipica foglia polilobata
    Commento : si tratta di un vaso epigrafico.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hofmann 1988, p. 50-57 ; 151, 316.

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    243Numero : 2614 (inv. 79999)
    Vasaio : Germanus
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : traccia di una lettera, probabilmente una N, sopra un fregio vegetale
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hofmann 1988, tav. 50-57.

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    244Numero : 2693 (inv. 78594)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Punzone : Hofmann 1988, 390
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hofmann 1988, p. 153, 390.

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    245Numero : 2775 (inv. 78617)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : composizione di cespugli sovrastati da uccelli e animali in corsa
    Commento : si tratta di combinazioni di punzoni caratteristiche delle officine di Banassac.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hofmann 1988, p. 82, 126.

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    246Numero : 3035 (inv. 75940)
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : composizione vegetale con grandi foglie, al di sopra teoria di uccelli in volo
    Commento : attribuzione sulla base dell’aspetto generale dell’apparato decorativo.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    5.5.2.1.5. Produzione : Gallia centrale, Lezoux

    247Numero : 2726 (inv. 79918)
    Vasaio : Paternus IIb (ext : P^A^T[)
    Datazione : 150 - 185
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Commento : in Delage 1999 il range cronologico di Paternus IIb è dal 170/190 al 210/240.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Delage 1999, 4, tav. PATERNVS 28, 4636 ; NOTS 7, 59.61.7a.

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    248Numero : 2791 (inv. 78640)
    Vasaio : Servus IV (ext, ret : ]RVIM)
    Datazione : 130 – 17074
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : leone a sinistra
    Punzone : 1664
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXIX, 1664 ; NOTS 8, 240.MS1c.

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    249Numero : 3325 (inv. 75950)
    Vasaio : Veranus (int : VERANI)
    Datazione : 160 – 200
    Forma : piatto
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 9, 188.2a.

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    250Numero : 2888 (inv. 79773)
    Vasaio : non id. (int : OF [)
    Datazione : 150 – 200
    Forma : piatto
    Commento : il frammento si può attribuire a una fabbrica di Lezoux sulla base della forma del piede, pertinente a un piatto Bet 32 = Wa 79 o Bet 56 = Drag. 18 o simili.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    251Numero : 2892 (inv. 79779)
    Vasaio : non id. (int : non letterale?)
    Datazione : 130 – 180
    Forma : coppetta
    Tipo : Bet 28 = Drag. 27
    Commento : la coppetta può essere attribuita a una fabbrica di Lezoux sia per la sua forma che per quella del marchio di fabbrica realizzato su di un cerchiello tracciato a mano.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    252Numero : 2919 (inv. 79794)
    Datazione : 150 - 230
    Forma : piattello
    Tipo : Bet 73
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Bet – Delor 2000, p. 472, fig. 5, n. 073 a p. 469.

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    253Numero : 2817 (inv. 79799)
    Datazione : 150 - 230
    Forma : mortaio
    Tipo : Bet 96
    Commento : un mortaio dello stesso tipo viene dagli scavi del Capitolium di Brescia75.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Bet – Delor 2000, p. 473, fig. 6, n. 096 a p. 471.

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    254Numero : 3307
    Datazione : 110 - 130
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Tritone
    Punzone : 0027
    Commento : Tritoni e pesci con la coda tripartita diritta verso l’alto sembrano essere caratteristici dell’officina di Libertus.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. II, 27.

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    255Numero : 2757 (inv. 79804)
    Datazione : 110 - 140
    Forma : coppa cilindrica
    Tipo : Drag. 30
    Descrizione : guerriero
    Punzone : 0155A
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. X, 155A.

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    256Numero : 3031 (inv. 75941)
    Vasaio : Sacer (o Attianus?)
    Datazione : 115 - 140
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : cacciatore a cavallo, leone
    Punzone : 0249
    Commento : il punzone è caratteristico dei prodotti di Sacer e di Attianus, vasai i cui lavori hanno fortissime somiglianze che fanno pensare a qualche connessione.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XIV, 249 ; Stanfield - Simpson 1958, tav. 84, 16 ; 86, 12 ; RGZM serial number 0012936.

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    257Numero : 2721 (inv. 79913)
    Datazione : 170 - 230
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : decorazione vegetale in cui sono inseriti uccelli
    Punzone : 2298
    Commento : i punzoni sono tutti caratteristici dei prodotti di Lezoux e in particolare delle officine di alcuni vasai attivi tra gli ultimi decenni del II secolo e la metà del III, come Doeccus e Fgientinus.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXXXVI, 2298 ; Rogers 1974, H15 e J1 ; Delage 1999, 4, tav. DOECCVS 13, XX749.

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    258Numero : 3608
    Datazione : 150 - 220
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : grande pesce (delfino) a sinistra
    Punzone : 2392 o 2393
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. LXXXVIII, 2392-2393 e simili.

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    259Numero : 2894 (inv. 79921)
    Datazione : 120 - 220
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : composizione con rami contorti e grandi foglie
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Rogers 1974, N1.

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    260Numero : 2650 (inv. 79815)
    Datazione : 120 - 220
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Commento : attribuzione ipotetica.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    261Numero : 2654 (inv. 79819)
    Datazione : 120 - 220
    Forma : coppa carenata (?)
    Tipo : Drag. 29 (?)
    Commento : motivo decorativo non figurato del genere Rogers 1974, G200-G203.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    5.5.2.1.6. Produzione : Gallia generico76

    262Numero : 2885 (inv. 79769)
    Vasaio : non id. ( int : O[ )
    Datazione : 80 - 200
    Forma : piatto
    Tipo : Drag. 18
    Bibliografia specifica : inedito.

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    263Numero : 2887 (inv. 79771)
    Vasaio : non id. (int : ]NII)
    Datazione : 80 - 200
    Forma : non id.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    264Numero : 3611 (inv. 79788)
    Vasaio : non id. (int : A^M-IN ?)
    Datazione : 80 - 200
    Forma : coppetta
    Bibliografia specifica : inedito.

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    265Numero : 2886 (inv. 79770)
    Vasaio : non id. (int : IVFRI)
    Datazione : 80 - 200
    Forma : piatto
    Tipo : Drag. 18 e simili
    Bibliografia specifica : inedito.

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    266Numero : 3613 (inv. 79775)
    Vasaio : non id. (int : O – AR^N)
    Datazione : 80 - 200
    Forma : coppetta
    Bibliografia specifica : inedito.

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    267Numero : 3610
    Vasaio : non id. (int : non letto)
    Datazione : 80 - 200
    Forma : coppetta
    Tipo : Drag 27
    Bibliografia specifica : inedito.

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    268Numero : 3612 (inv. 79772)
    Vasaio : non id. (int : non letterale?)
    Datazione : 80 - 200
    Forma : piatto
    Tipo : Drag. 18 e simili
    Bibliografia specifica : inedito.

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    269Numero : 2818 (inv. 79800)
    Datazione : 70 - 150
    Forma : coppa a listello
    Tipo : Curle 11
    Descrizione : listello ricurvo e decoro a foglie d’acqua
    Commento : la stessa forma, con analoga decorazione, è presente sia nelle produzioni della Gallia meridionale che in quelle della Gallia centrale tra l’età flavia e la metà del II secolo.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Bet – Delor 2000, p. 476, fig. 10, 170 ; Genin 2007, p. 330, 22, tav. 222, 36.

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    270Numero : 2778 (inv. 78620)
    Datazione : 80 - 200
    Forma : coppa emisferica / mortaio
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : orlo con becco versatoio semicilindrico
    Commento : si tratta di una variante molto caratteristica della coppa emisferica Drag. 37, munita anche di due piccole anse a orecchia complanari all’orlo. Sembra essere piuttosto rara, ma meglio attestata a La Graufesenque che a Lezoux.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Déchelette 1904, p. 214-215, fig. 126.

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    271Numero : 2883 (inv. 78613)
    Datazione : 150 - 200
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : personaggio volto a sinistra (pescatore?), alberello
    Commento : il personaggio è molto simile al Sileno raffigurato solo o in una scena con Ariadne su prodotti di Treviri di età tardo antonina ; l’ambientazione, invece, potrebbe ricordare quella di una scena di pesca, con una serie di pesci stilizzati attaccati all’amo.
    Punzone : 0556 (?)
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XXVII, 556.

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    272Numero : 3043 (inv. 75908)
    Datazione : 80 - 200
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : teoria di maschere grottesche stilizzate su due registri ; registro superiore con arcate unite da rosetta
    Commento : le maschere sono troppo indistinte per proporre dei confronti per un motivo non particolarmente diffuso, se non come singola decorazione o come riempitivo.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    273Numero : 3042 (inv. 75913)
    Datazione : 80 - 200
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : derivazione della Drag. 37
    Descrizione : rosette e foglie poco rilevate ; priva di ovoli
    Commento : la forma non è quella della Drag. 37 classica, ma probabilmente è una sua derivazione o interpretazione.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    274Numero : 2698 (inv. 78639)
    Datazione : 80 - 200
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : personaggio con corta tunica verso destra con cane in corsa al guinzaglio ; cane verso sinistra (?) ; cervide
    Commento : il cane al guinzaglio è simile a quello di un punzone di un’officina di Chémery, nel quale però la scena è verso sinistra. Un personaggio con corta tunica che tiene al guinzaglio un cane (non in corsa) è, invece, su un punzone di La Graufesenque. I due frammenti torinesi sono pertinenti alla stessa coppa, anche se uno dei due deve essere stato a contatto con una fonte di calore piuttosto intensa perché è bruciato anche in frattura.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto  : Oswald 1936-1937, tav. LIII, 1129 ; LIV, 1132.

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    275Numero : 2997 (inv. 76903)
    Datazione : 50-200 (?)
    Forma : vaso (forma chiusa?)
    Descrizione : orlo ad alta fascia modanata, sia all’esterno che all’interno ; attacco interno alla parete a spigolo vivo ; decorazione a rotella, a rosette e tacche, sulla fascia e sull’invaso dell’orlo interno
    Commento : il frammento è stato inserito tra le sigillate galliche perché ne ha tutte le caratteristiche sia per impasto che per superficie.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    5.5.3. Ancora tracce di discariche esterne?

    276Uno scavo effettuato alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso nel cortile di Palazzo Carignano, un prestigioso edificio seicentesco sorto poco a est della cinta muraria di età romana, ha restituito quasi 10.000 frammenti databili tra il I e il XVII secolo ; circa 500 frammenti sono di sigillata padana/italica e (sud)gallica77. Negli anni seguenti nella stessa area sono stati scavati una necropoli tardoantica78 e un altro tratto di discarica a ridosso delle mura79.

    277Tra i reperti dello scavo degli anni Ottanta, è stato individuato un gruppo di frammenti gallici significativi, presentati nel catalogo che segue.

    5.5.3.1. Catalogo

    5.5.3.1.1. Produzione : Gallia meridionale, La Graufesenque (40-80)

    278Numero : 2667 (inv. 79874)
    Vasaio : Crestio (int : OF.CRESI)
    Datazione : 45 - 75
    Forma : piatto
    Tipo : non id.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Genin 2007, tav. 172, 143.7-10 ; NOTS 3, 175.9b.

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    279Numero :0081 (inv. 79878)
    Vasaio : Vitalis I (int : OFVIT)
    Datazione : 50 - 65
    Forma : coppetta
    Tipo : Drag. 27
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Genin 2007, tav. 213, 449 ; Gabler - Marton 2009, p. 88, n. 656 ; NOTS 9, 293.9a.

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    5.5.3.1.2. Produzione : Gallia meridionale, La Graufesenque (80-120)

    280Numero : 2844 (inv. 79861)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Giove in trono volto a destra
    Punzone : 0005
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. I, 5.

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    281Numero : 2742 (inv. 79859)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Confabulatores : uomo nudo con mantello, volto a destra in atto di parlare con uomo a torso nudo e con drappeggio volto a sinistra
    Punzone : 0885, 0886
    Commento : si tratta di una scena caratteristica dei prodotti della fase cosiddetta della decadenza delle officine di La Graufesenque.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, tav. 20, 137-138 ; Oswald 1936-1937, tav. XLII, 885-886.

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    282Numero : 2845 (inv. 79862)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : gladiatore con tridente volto a destra (retiarius) ; al di sopra iscrizione retrograda probabilmente con i nome del personaggio : ELICVS.
    Punzone : 1043
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, tav. 21, 149 e 151 ; Oswald 1936-1937, tav. XLIX, 1043.

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    283Numero : 2969 (inv. 79863)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : scena erotica
    Punzone : O
    Commento : le dimensioni e il soggetto rappresentato non fanno escludere la possibilità che si tratti di un unico esemplare con il n. 2848, che però viene da una US diversa.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XC, O.

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    284Numero : 2848 (inv. 79866)
    Datazione : 80 - 120
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : scena erotica
    Punzone : Q
    Commento : le dimensioni e il soggetto rappresentato non fanno escludere la possibilità che si tratti di un unico esemplare con il n. 2969, che però viene da una US diversa. Il punzone Q è noto anche a Banassac.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XC, Q.

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    5.5.3.1.3. Produzione : Gallia meridionale, La Graufesenque o Banassac

    285Numero : 2743 (inv. 79860)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : due guerrieri con acrobata al centro
    Punzone : 0185, 0964, 0992
    Commento : il guerriero di destra è dato da Oswald 1936-1937 come personaggio del ciclo di Ifigenia. Entrambi i personaggi ai lati dell’acrobata sono noti sia La Graufesenque che a Banassac. L’acrobata invece, dato da Oswald 1936-1937 come tipico di Banassac, non è compreso tra quelli raccolti in Hofmann 1988.
    Bibliografia specifica : Lavizzari Pedrazzini 2003, p. 249, fig. 237.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. XI, 185 ; XLVII, 964 ; XLVIII, 992.

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    286Numero : 2850 (inv. 79868)
    Datazione : 80 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : leone in corsa verso destra attacca un toro che carica verso sinistra
    Punzone : 1884
    Commento : si tratta probabilmente di una prodotto della cerchia di Germanus.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hermet 1934, tav. 83, 6 ; Oswald 1936-1937, tav. LXXVI, 1884 ; Hofmann 1988, p. 155, 420-421.

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    5.5.3.1.4. Produzione : Gallia meridionale, Banassac

    287Numero : 2664 (inv. 79871)
    Vasaio : Germanus
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : vaso epigrafico con grande scritta augurale di cui rimangono solo le lettere FE con un elemento vegetale come intercalare ; al di sotto teoria di foglie
    Commento : simile al n. 2665, ma con alcune differenze nell’elemento che separa le lettere.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hofmann 1988, p. 117, 379.

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    288Numero : 2665 (inv. 79872)
    Vasaio : Germanus
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : vaso epigrafico con grande scritta augurale di cui rimangono solo le lettere CI con un elemento vegetale come intercalare ; al di sotto teoria di foglie
    Commento : simile al n. 2664, ma con alcune differenze nell’elemento che separa le lettere.
    Bibliografia specifica : Lavizzari Pedrazzini 2003, p. 248, fig. 235-236.
    Bibliografia di confronto : Hofmann 1988, tav. 50-57.

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    289Numero : 2666 (inv. 79873)
    Vasaio : Germanus
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : vaso epigrafico con grande scritta augurale di cui rimane solo la lettera F con elementi vegetali decorativi come intercalare
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hofmann 1988, tav. 50-57.

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    290Numero : 2852 (inv. 79870)
    Vasaio : Germanus
    Datazione : 100 - 150
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : vaso epigrafico con grande scritta augurale : L]INGONIS ; al di sotto, teoria di animali verso sinistra
    Punzone : 1748, Hofmann 1988, 161
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Hofmann 1988, tav. 50-55, 146, 161.

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    5.5.3.1.5. Produzione : Gallia centrale, Lezoux

    291Numero : 0051 (inv. 79875)
    Vasaio : Borillus I (int : B]ORILLIOFF)
    Datazione : 145 - 175
    Forma : piatto
    Tipo : non id.
    Commento : questo marchio si trova generalmente su piatti Bet 56 = Drag. 31 esportati nei campi militari di età antonina legati al vallo di Adriano ; è noto a Clermond-Ferrand, Augst e Kaiseraugst.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 2, 101.4a.

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    292Numero : 0068 (inv. 79877)
    Vasaio : Libertus III (int : LIBIIRTIM)
    Datazione : 155 - 185
    Forma : coppetta
    Tipo : Drag. 33
    Commento : il bollo, in questa forma, è noto su Drag. 37 e su Wa 79/80 ed è attestato a Leicester, Malton, Amiens, Southwark, Poitiers e Quimper.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 5, 58.2a-b.

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    293Numero : 2668 (inv. 79876)
    Vasaio : Regulus I (int : RII[G}VLIM)
    Datazione : 130 - 165
    Forma : piatto
    Tipo : non id.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : NOTS 7, 368.4a.

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    294Numero : 2669 (inv. 79879)
    Vasaio : non id. (int : ]SF)
    Datazione : 140 - 190
    Forma : coppa
    Tipo : Bet 36 = Drag. 33
    Commento : l’attribuzione a un produttore della Gallia centrale è fatta sulla base della forma e della presenza del segno circolare intorno al marchio.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    295Numero : 2670 (inv. 79881)
    Datazione : 140 - 200
    Forma : coppetta
    Tipo : Bet 24
    Commento : la forma compare alla fine del I secolo e dura per tutto il secolo seguente, ma l’esemplare torinese non può essere anteriore alla metà del II o poco prima. Conserva tracce di un segno circolare che forse contornava un marchio di fabbrica non conservato.
    Bibliografia specifica : inedito.
    Bibliografia di confronto : Bet - Delor 2000, p. 464.

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    296Numero : 2970 (inv. 79880)
    Datazione : 140 - 240
    Forma : piatto
    Tipo : Bet 45
    Descrizione : labbro con margine rialzato e gola subito sopra la carena
    Bibliografia specifica : inedito.

    297Bibliografia di confronto : Bet - Delor 2000, p. 470.

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    298Numero : 2851 (inv. 79869)
    Datazione : 140 - 190
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : Minerva
    Punzone : 0126
    Commento : punzone caratteristico di diversi vasai centrogallici.
    Bibliografia specifica : Lavizzari Pedrazzini 2003, p. 254, fig. 243.
    Bibliografia di confronto : Oswald 1936-1937, tav. VIII, 126.

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    299Numero : 2847 (inv. 79865)
    Datazione : II secolo
    Forma : coppa emisferica
    Tipo : Drag. 37
    Descrizione : treppiede e tralci floreali
    Commento : la decorazione potrebbe essere riportata anche a officine di Banassac della prima metà del secolo.
    Bibliografia specifica : inedito.

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    Notes de bas de page

    1 I materiali di età augustea, che emergono soprattutto in corrispondenza della Porta Palatina e di Palazzo Madama (sorto sulla porta orientale del decumano massimo), fanno pensare che le prime strutture precarie siano state erette in corrispondenza delle porte, forse proprio in relazione ai cantieri edilizi appena impiantati.

    2 La testa, recentemente restaurata e attualmente in fase di studio, è esposta nei Musei Reali di Torino (Museo di Antichità). Legrottaglie 2014c, p. 1330.

    3 Scavi condotti in diverse occasioni a ridosso delle mura hanno evidenziato che il fronte settentrionale era completo probabilmente all’inizio dell’età claudia, mentre quello orientale è stato costruito tra il 50 e il 75 circa. Non abbiamo informazioni sufficienti sugli altri due lati : Brecciaroli Taborelli – Gabucci 2007, p. 251.

    4 Ampie porzioni di strade basolate e numerosi tratti di collettori fognari sono emersi nel corso del tempo in occasione di lavori stradali nel centro, poiché l’impianto urbano moderno, che pure è frutto dell’intervento ristrutturatore sabaudo, ricalca quello antico.

    5 Una fistula ancora in posto sottopassava il fornice pedonale nord della porta orientale del decumano massimo, poi inglobata in Palazzo Madama, e un altro tratto di fistula è stato rinvenuto nei Giardini Reali. In un edificio interno all’isolato compreso tra via Garibaldi, via Botero, via Barbaroux e via Milano numerosi blocchi di tubatura in pietra, probabilmente in origine condotte di derivazione dell’acquedotto, erano impilati in verticale e riutilizzati in epoca moderna come discendente per l’acqua piovana.

    6 L’ipotesi nasce da alcune testimonianze e disegni di età basso medievale.

    7 Si tratta di diverse migliaia di casse di reperti accumulate in decenni di scavi urbani nel centro cittadino e nel suburbio.

    8 In questo caso come contesto intendo l’intero complesso di materiali di uno scavo. Il che non ne fa per forza un contesto nel senso archeologico del termine. Purtroppo i contesti circoscritti veri e propri, come vedremo, sono assai pochi.

    9 Filippi et al. 1995, p. 360-361 ; Gabucci - Pejrani Baricco 2009, p. 241.

    10 Pejrani Baricco 2003.

    11 Nel corpo centrale la porta ha due ordini sovrapposti di finestre, ad arco il primo e con piattabanda il secondo. Le torri, oggi vuote, conservano le tracce dei solai originali in legno ; quattro ordini di finestre ad arco si aprono su lati alterni. Sulle pareti interne dei passaggi sono ancora visibili le guide di scorrimento delle grate di chiusura delle porte, che venivano manovrate dal piano superiore. La muratura ha paramenti esterni in sesquipedali, lisci all’interno e con motivi decorativi architettonici all’esterno : i fornici sono delimitati in alto da una fascia di pietra chiara e da una cornice aggettante con gocciolatoio a dentelli ; nel primo ordine leggere paraste inquadrano le finestre, mentre nel secondo, sottolineato da un’altra cornice con gocciolatoio a dentelli, le finestre sono profilate da una elaborata piattabanda con archetto di scarico. Alla facciata interna era addossato il cavaedium, profondo circa dodici metri, che monumentalizzava l’ingresso in città.

    12 Papotti 2003 ; Ratto 2015. I risultati di uno scavo condotto nel 2000 subito fuori dalla Porta Palatina, nel quale è stata messa in luce una successione di strade in uscita dalla città che dalla porta conducevano alla Dora, sono tuttora inediti e i materiali non sono stati studiati.

    13 Sono grata a Jean-Louis Tilhard per avermi dato la sua preziosa opinione in merito a questo frammento, avvalorando l’ipotesi che avevo formulato.

    14 Si veda al Capitolo 12, §12.1.

    15 Numerose sono le pubblicazioni su Palazzo Madama e sulle indagini archeologiche condotte all’interno e nel fossato. Buona parte dei materiali è comunque ancora solo parzialmente edita e non sempre studiata. Si veda, tra tutte, Pejrani Baricco - Maffeis 2006 e Pejrani Baricco 2010.

    16 I lavori sono stati condotti in due riprese, nel 1993 e nel 1998. Brecciaroli Taborelli - Gabucci 2007, p. 252-253.

    17 Si tratta in parte anche di strati di accumulo che fanno pensare a tratti di immondezzaio. L’estrema frammentazione dell’area di scavo, all’interno di piccole cantine, non ha permesso di ricomporre il quadro generale in maniera precisa.

    18 Genin 2007, tav. 187.5 (datato tra l’80/90 e il 150/170) ; NOTS 4, p. 119-123 (datato tra l’85 e il 120).

    19 Brecciaroli Taborelli - Gabucci 2007, p. 247-251, con bibliografia precedente.

    20 Il teatro viene alla luce nel 1899 durante i lavori per la costruzione della nuova Manica di Palazzo Reale. La scoperta è giudicata subito di grande importanza, ma si giunge alla decisione di conservare i resti nelle cantine del nuovo edificio solo dopo più di dieci anni di discussioni. La vicenda è ripercorribile attraverso diversi carteggi che evidenziano contrasti, malintesi e intoppi burocratici. Molto difficile sembra essere stato conciliare le esigenze dell’Amministrazione della Casa Reale con quelle dell’Ufficio Regionale per la Conservazione dei Monumenti del Piemonte e della Liguria. Alfredo d’Andrade conduce dei saggi di verifica nell’area e si oppone fermamente alla demolizione del monumento. Il progetto viene quindi modificato e il teatro conservato, parte nei sotterranei del palazzo e parte in una nuova sistemazione del giardino prospiciente via XX Settembre. I lavori di sistemazione terminano solo nel 1911.

    21 NOTS 2, 26-28.15. Una firma identica è nota anche a Bene Vagienna e a Ivrea.

    22 Gabucci - Pejrani Baricco 2009.

    23 Ibid., p. 238-240.

    24 Le strutture sono venute alla luce tra il 1992 e il 1993, nel corso di indagini preventive alla costruzione di autorimesse interrate e alla ristrutturazione degli immobili ; i mosaici trovati nel corso delle indagini sono stati restaurati e portati al Museo di Antichità di Torino, dove sono ora in buona parte esposti.

    25 Per la prima fase sono stati identificati tre ambienti rettangolari piuttosto piccoli e stretti (circa due metri di larghezza per quattro metri e mezzo di lunghezza), uno dei quali, al momento della scoperta, conservava ancora le tracce di un pavimento in cementizio.

    26 L’intera decorazione è inquadrata da una fascia nera abbellita da una cornice di rombi che si inserisce soltanto su un lato breve e su una piccola porzione di quello lungo. La banda non decorata doveva essere nascosta dai letti per il banchetto, mentre la fascia decorata era in corrispondenza della porta di ingresso.

    27 Il mosaico a tessere bianche e nere è decorato con un motivo di stelle a otto losanghe con quadrati, rombi e rettangoli di risulta riempiti da nodi di Salomone, frecce lanceolate e motivi vegetali.

    28 Greppi et al. 2011. In seguito al rinvenimento delle strutture romane nell’area che era destinata a diventare un parcheggio interrato il progetto iniziale è stato modificato per creare un’area archeologica coperta, accessibile al pubblico su appuntamento.

    29 Il marchio è confrontabile con quello di un fondo di grande bottiglia con la raffigurazione di un Dioscuro rinvenuto in un corredo della necropoli di piazza Vittorio Emanuele a Pollenzo (Micheletto - Preacco Ancona 2005, p. 186). Il frammento pollentino è databile probabilmente ai primi decenni del III secolo per la presenza, come contenitore delle ceneri, di un’anfora betica tipo Dressel 20, con bollo DFF.

    30 Greppi et al. 2011, p. 56-58.

    31 Le strutture del piccolo edificio erano già state viste nel 1838, mentre si stava realizzando lo scavo necessario a gettare le fondamenta della statua equestre di Emanuele Filiberto, oggi nota come il Caval ‘d Brons. In quell’occasione, infatti, Carlo Alberto scriveva a Maria di Robilant che in piazza San Carlo erano venute alla luce delle costruzioni romane. È possibile che nel sistemare la statua equestre parte delle strutture della casa sia stata del tutto demolita e asportata.

    32 Pejrani Baricco et al. 2006.

    33 Il fondo è mal conservato e il disegno non rende conto della convessità interna.

    34 NOTS 5, 191.2.

    35 NOTS 1, 135-136.6b-c.

    36 Pejrani Baricco - Subbrizio 1998.

    37 NOTS 5, 58.2a-b.

    38 NOTS 6, 25.4.

    39 I risultati delle indagini nell’isolato Santo Stefano, l’unico fino a ora indagato completamente, se pure in maniera frammentaria e disorganica, non sono ancora editi, ma è possibile trovare informazioni nelle notizie pubblicate con una certa regolarità : Filippi 1983 ; Filippi et al. 1993 ; Filippi et al. 1994 ; Brecciaroli Taborelli et al. 2001 ; Brecciaroli Taborelli et al. 2002.

    40 Genin 2007, p. 331, 25, tav. 222, 40. La stessa forma è prodotta anche a Lezoux (Bet 89) almeno fino al 230, ma sembra caratterizzata da un ingrossamento sulla pancia, più che da una modanatura.

    41 Per lo più si tratta si scavi condotti negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso in concomitanza con attività di ristrutturazione di edifici del centro storico o di realizzazione di autorimesse interrate. I lavori sono stati seguiti quasi sempre da Fedora Filippi e Luisa Brecciaroli Taborelli che hanno pubblicato con una certa regolarità per lo più delle brevissime note preliminari nella collana dei Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte.

    42 Pejrani Baricco 2003.

    43 Genin 2007, tav. 202-203, 379. Sul fondo esterno graffite una A e una croce.

    44 NOTS 8, 99.2a.

    45 NOTS 9, 300.8O. La firma sembra attestata esclusivamente su Drag.18, 27 e 33.

    46 NOTS 3, 213.2a.

    47 Vasai attivo a La Graufesenque in età flavia (NOTS 8, 94.1a).

    48 Gabucci - Pejrani Baricco 2009, p. 235-236.

    49 In nessuno degli scavi recenti è stata rinvenuta traccia di questa imponente opera, per cui è verosimile che non si trattasse, come ritiene Promis, di una bonifica unitaria messa in opera in una zona molto vasta, ma di singoli interventi, probabilmente abbastanza fitti, tesi a risolvere problemi puntuali. Promis 1869, p. 192-193.

    50 Filippi et al. 1995, p. 361-364.

    51 Pejrani Baricco - Subbrizio 2002.

    52 La forma è nota già alla fine del I secolo e dura fino ai primi decenni del III.

    53 Le impronte fanno pensare al sistema delle botti interrate nei campi del limes, ma non è stato prelevato alcun campione del terreno che permetta ipotesi più concrete.

    54 Mercando 2003c, p. 240-242. L’area è stata musealizzata all’interno del parcheggio multipiano Palazzo ed è attualmente visibile e visitabile su richiesta.

    55 Non ci sono infatti tracce di altre strutture romane in tutta la piazza, interamente scavata a partire dal 1997. Lo scavo, che ha interessato una stratigrafia bimillenaria, è stato pubblicato a più riprese. Il periodo romano è edito in Pejrani Baricco - Subbrizio 2007.

    56 Totalmente assente la sigillata gallica, erano presenti diversi frammenti di TSI.

    57 Il terminus post quem è dato dal rinvenimento di una moneta di Tito tra i materiali degli strati stesi per livellare il terreno dopo la distruzione del primo edificio.

    58 La necessità di avere degli spazi dedicati allo stoccaggio delle merci era strettamente legata alla costruzione di un porto (Rousse 2006, p. 144).

    59 In un momento successivo, non databile con precisione, nello stesso luogo viene costruita una capanna in materiali leggeri e deperibili, come vimini, ramaglie e impasti di terra, impostati probabilmente su una debole armatura in legno.

    60 Pejrani Baricco - Subbrizio 2007, p. 124-125.

    61 Sordes urbis 2000 ; La ville et ses déchets 2003 (si vedano in particolare per le discariche pubbliche i casi di Autun e Nîmes) ; Horti et sordes 2008.

    62 Sono praticamente assenti i residui e mancano quasi del tutto anche i materiali più tardi.

    63 Brecciaroli Taborelli - Gabucci 2007. Nell’allestimento della mostra Archeologia a Torino, nelle sale del Museo di Antichità, si è cercato di riprodurre la situazione dell’accumulo dei rifiuti, ricorrendo però a una distinzione in gruppi che non corrisponde alla realtà, ma è funzionale a illustrarne le diverse componenti e la messe di informazioni che se ne possono trarre (fig. 1).

    64 La classificazione preliminare è stata condotta, insieme a me, da Angela Deodato, Elena Quiri e Stefania Ratto. Nel corso del lavoro alcuni oggetti sono stati fotografati e molti altri sono stati individuati per il disegno, che però non è stato possibile realizzare. Le statistiche e le riflessioni che seguono partono da quel lavoro di classificazione, certamente non esaustivo, ma già utile a una visione panoramica. Dati di sintesi sono in Brecciaroli Taborelli - Gabucci 2007, p. 254-256.

    65 Ritengo che la maggior parte dei frammenti non attribuiti sia di fabbrica padana, ma è un’ipotesi, ovviamente, da verificare.

    66 Nelle operazioni di classificazione preliminare è stata fatta una accurata ricerca degli attacchi e per frammenti si intendono per lo più parti di esemplari differenti.

    67 Un frammento di coppa Hayes 50 in sigillata africana C.

    68 Mancano quasi del tutto gli indizi di un’occupazione dell’area già in età augustea e i reperti più antichi si datano all’inizio dell’età tiberiana (Brecciaroli Taborelli - Gabucci 2007, p. 254).

    69 Uno con la firma di Primus II (cfr. infra).

    70 Sono state raccolte circa 800 casse di materiali.

    71 Si veda al Capitolo 10, §10.1.4.

    72 Il maggiore accumulo di materiale è stato individuato subito fuori da una delle torri postierla.

    73 Sabinus III secondo la banca dati del RGZM.

    74 Devo la precisazione cronologica a Richard Delage ; la datazione di NOTS, invece, è più bassa (160-200).

    75 Si veda al Capitolo 9, §9.1.2.

    76 In questo paragrafo sono stati inseriti alcuni fondi bollati con marchio molto frammentario, poco leggibile o difficilmente interpretabile, una serie di frammenti di fabbrica gallica per i quali è problematico stabilire se vengano da officine meridionali o centrali e altri che, almeno per me, sono fonte di perplessità. Ritengo però, come ho ribadito in più occasioni, che i materiali che non siamo in grado di definire e collocare ne tempo e nello spazio non vadano accantonati, ma debbano essere adeguatamente pubblicati nella speranza (o certezza) che altri troveranno la soluzione.

    77 I materiali sono ancora in corso di studio, ma una prima analisi sembra evidenziare una sostanziale parità tra le produzioni italiche e quelle galliche, identificate in un primo tempo tutte come meridionali (Filippi 1991, p. 29, nota 44). Per una descrizione dello scavo si veda Filippi 1991, che però affronta, oltre a problemi di metodo, quasi solo l’aspetto della costruzione del palazzo seicentesco.

    78 Pejrani Baricco - Mollo 2001. I materiali sono ora esposti al Museo di Antichità di Torino.

    79 Lo scavo, abbastanza recente, è ancora in fase di studio e non è stata ancora affrontata l’analisi dei materiali.

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    1 I materiali di età augustea, che emergono soprattutto in corrispondenza della Porta Palatina e di Palazzo Madama (sorto sulla porta orientale del decumano massimo), fanno pensare che le prime strutture precarie siano state erette in corrispondenza delle porte, forse proprio in relazione ai cantieri edilizi appena impiantati.

    2 La testa, recentemente restaurata e attualmente in fase di studio, è esposta nei Musei Reali di Torino (Museo di Antichità). Legrottaglie 2014c, p. 1330.

    3 Scavi condotti in diverse occasioni a ridosso delle mura hanno evidenziato che il fronte settentrionale era completo probabilmente all’inizio dell’età claudia, mentre quello orientale è stato costruito tra il 50 e il 75 circa. Non abbiamo informazioni sufficienti sugli altri due lati : Brecciaroli Taborelli – Gabucci 2007, p. 251.

    4 Ampie porzioni di strade basolate e numerosi tratti di collettori fognari sono emersi nel corso del tempo in occasione di lavori stradali nel centro, poiché l’impianto urbano moderno, che pure è frutto dell’intervento ristrutturatore sabaudo, ricalca quello antico.

    5 Una fistula ancora in posto sottopassava il fornice pedonale nord della porta orientale del decumano massimo, poi inglobata in Palazzo Madama, e un altro tratto di fistula è stato rinvenuto nei Giardini Reali. In un edificio interno all’isolato compreso tra via Garibaldi, via Botero, via Barbaroux e via Milano numerosi blocchi di tubatura in pietra, probabilmente in origine condotte di derivazione dell’acquedotto, erano impilati in verticale e riutilizzati in epoca moderna come discendente per l’acqua piovana.

    6 L’ipotesi nasce da alcune testimonianze e disegni di età basso medievale.

    7 Si tratta di diverse migliaia di casse di reperti accumulate in decenni di scavi urbani nel centro cittadino e nel suburbio.

    8 In questo caso come contesto intendo l’intero complesso di materiali di uno scavo. Il che non ne fa per forza un contesto nel senso archeologico del termine. Purtroppo i contesti circoscritti veri e propri, come vedremo, sono assai pochi.

    9 Filippi et al. 1995, p. 360-361 ; Gabucci - Pejrani Baricco 2009, p. 241.

    10 Pejrani Baricco 2003.

    11 Nel corpo centrale la porta ha due ordini sovrapposti di finestre, ad arco il primo e con piattabanda il secondo. Le torri, oggi vuote, conservano le tracce dei solai originali in legno ; quattro ordini di finestre ad arco si aprono su lati alterni. Sulle pareti interne dei passaggi sono ancora visibili le guide di scorrimento delle grate di chiusura delle porte, che venivano manovrate dal piano superiore. La muratura ha paramenti esterni in sesquipedali, lisci all’interno e con motivi decorativi architettonici all’esterno : i fornici sono delimitati in alto da una fascia di pietra chiara e da una cornice aggettante con gocciolatoio a dentelli ; nel primo ordine leggere paraste inquadrano le finestre, mentre nel secondo, sottolineato da un’altra cornice con gocciolatoio a dentelli, le finestre sono profilate da una elaborata piattabanda con archetto di scarico. Alla facciata interna era addossato il cavaedium, profondo circa dodici metri, che monumentalizzava l’ingresso in città.

    12 Papotti 2003 ; Ratto 2015. I risultati di uno scavo condotto nel 2000 subito fuori dalla Porta Palatina, nel quale è stata messa in luce una successione di strade in uscita dalla città che dalla porta conducevano alla Dora, sono tuttora inediti e i materiali non sono stati studiati.

    13 Sono grata a Jean-Louis Tilhard per avermi dato la sua preziosa opinione in merito a questo frammento, avvalorando l’ipotesi che avevo formulato.

    14 Si veda al Capitolo 12, §12.1.

    15 Numerose sono le pubblicazioni su Palazzo Madama e sulle indagini archeologiche condotte all’interno e nel fossato. Buona parte dei materiali è comunque ancora solo parzialmente edita e non sempre studiata. Si veda, tra tutte, Pejrani Baricco - Maffeis 2006 e Pejrani Baricco 2010.

    16 I lavori sono stati condotti in due riprese, nel 1993 e nel 1998. Brecciaroli Taborelli - Gabucci 2007, p. 252-253.

    17 Si tratta in parte anche di strati di accumulo che fanno pensare a tratti di immondezzaio. L’estrema frammentazione dell’area di scavo, all’interno di piccole cantine, non ha permesso di ricomporre il quadro generale in maniera precisa.

    18 Genin 2007, tav. 187.5 (datato tra l’80/90 e il 150/170) ; NOTS 4, p. 119-123 (datato tra l’85 e il 120).

    19 Brecciaroli Taborelli - Gabucci 2007, p. 247-251, con bibliografia precedente.

    20 Il teatro viene alla luce nel 1899 durante i lavori per la costruzione della nuova Manica di Palazzo Reale. La scoperta è giudicata subito di grande importanza, ma si giunge alla decisione di conservare i resti nelle cantine del nuovo edificio solo dopo più di dieci anni di discussioni. La vicenda è ripercorribile attraverso diversi carteggi che evidenziano contrasti, malintesi e intoppi burocratici. Molto difficile sembra essere stato conciliare le esigenze dell’Amministrazione della Casa Reale con quelle dell’Ufficio Regionale per la Conservazione dei Monumenti del Piemonte e della Liguria. Alfredo d’Andrade conduce dei saggi di verifica nell’area e si oppone fermamente alla demolizione del monumento. Il progetto viene quindi modificato e il teatro conservato, parte nei sotterranei del palazzo e parte in una nuova sistemazione del giardino prospiciente via XX Settembre. I lavori di sistemazione terminano solo nel 1911.

    21 NOTS 2, 26-28.15. Una firma identica è nota anche a Bene Vagienna e a Ivrea.

    22 Gabucci - Pejrani Baricco 2009.

    23 Ibid., p. 238-240.

    24 Le strutture sono venute alla luce tra il 1992 e il 1993, nel corso di indagini preventive alla costruzione di autorimesse interrate e alla ristrutturazione degli immobili ; i mosaici trovati nel corso delle indagini sono stati restaurati e portati al Museo di Antichità di Torino, dove sono ora in buona parte esposti.

    25 Per la prima fase sono stati identificati tre ambienti rettangolari piuttosto piccoli e stretti (circa due metri di larghezza per quattro metri e mezzo di lunghezza), uno dei quali, al momento della scoperta, conservava ancora le tracce di un pavimento in cementizio.

    26 L’intera decorazione è inquadrata da una fascia nera abbellita da una cornice di rombi che si inserisce soltanto su un lato breve e su una piccola porzione di quello lungo. La banda non decorata doveva essere nascosta dai letti per il banchetto, mentre la fascia decorata era in corrispondenza della porta di ingresso.

    27 Il mosaico a tessere bianche e nere è decorato con un motivo di stelle a otto losanghe con quadrati, rombi e rettangoli di risulta riempiti da nodi di Salomone, frecce lanceolate e motivi vegetali.

    28 Greppi et al. 2011. In seguito al rinvenimento delle strutture romane nell’area che era destinata a diventare un parcheggio interrato il progetto iniziale è stato modificato per creare un’area archeologica coperta, accessibile al pubblico su appuntamento.

    29 Il marchio è confrontabile con quello di un fondo di grande bottiglia con la raffigurazione di un Dioscuro rinvenuto in un corredo della necropoli di piazza Vittorio Emanuele a Pollenzo (Micheletto - Preacco Ancona 2005, p. 186). Il frammento pollentino è databile probabilmente ai primi decenni del III secolo per la presenza, come contenitore delle ceneri, di un’anfora betica tipo Dressel 20, con bollo DFF.

    30 Greppi et al. 2011, p. 56-58.

    31 Le strutture del piccolo edificio erano già state viste nel 1838, mentre si stava realizzando lo scavo necessario a gettare le fondamenta della statua equestre di Emanuele Filiberto, oggi nota come il Caval ‘d Brons. In quell’occasione, infatti, Carlo Alberto scriveva a Maria di Robilant che in piazza San Carlo erano venute alla luce delle costruzioni romane. È possibile che nel sistemare la statua equestre parte delle strutture della casa sia stata del tutto demolita e asportata.

    32 Pejrani Baricco et al. 2006.

    33 Il fondo è mal conservato e il disegno non rende conto della convessità interna.

    34 NOTS 5, 191.2.

    35 NOTS 1, 135-136.6b-c.

    36 Pejrani Baricco - Subbrizio 1998.

    37 NOTS 5, 58.2a-b.

    38 NOTS 6, 25.4.

    39 I risultati delle indagini nell’isolato Santo Stefano, l’unico fino a ora indagato completamente, se pure in maniera frammentaria e disorganica, non sono ancora editi, ma è possibile trovare informazioni nelle notizie pubblicate con una certa regolarità : Filippi 1983 ; Filippi et al. 1993 ; Filippi et al. 1994 ; Brecciaroli Taborelli et al. 2001 ; Brecciaroli Taborelli et al. 2002.

    40 Genin 2007, p. 331, 25, tav. 222, 40. La stessa forma è prodotta anche a Lezoux (Bet 89) almeno fino al 230, ma sembra caratterizzata da un ingrossamento sulla pancia, più che da una modanatura.

    41 Per lo più si tratta si scavi condotti negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso in concomitanza con attività di ristrutturazione di edifici del centro storico o di realizzazione di autorimesse interrate. I lavori sono stati seguiti quasi sempre da Fedora Filippi e Luisa Brecciaroli Taborelli che hanno pubblicato con una certa regolarità per lo più delle brevissime note preliminari nella collana dei Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte.

    42 Pejrani Baricco 2003.

    43 Genin 2007, tav. 202-203, 379. Sul fondo esterno graffite una A e una croce.

    44 NOTS 8, 99.2a.

    45 NOTS 9, 300.8O. La firma sembra attestata esclusivamente su Drag.18, 27 e 33.

    46 NOTS 3, 213.2a.

    47 Vasai attivo a La Graufesenque in età flavia (NOTS 8, 94.1a).

    48 Gabucci - Pejrani Baricco 2009, p. 235-236.

    49 In nessuno degli scavi recenti è stata rinvenuta traccia di questa imponente opera, per cui è verosimile che non si trattasse, come ritiene Promis, di una bonifica unitaria messa in opera in una zona molto vasta, ma di singoli interventi, probabilmente abbastanza fitti, tesi a risolvere problemi puntuali. Promis 1869, p. 192-193.

    50 Filippi et al. 1995, p. 361-364.

    51 Pejrani Baricco - Subbrizio 2002.

    52 La forma è nota già alla fine del I secolo e dura fino ai primi decenni del III.

    53 Le impronte fanno pensare al sistema delle botti interrate nei campi del limes, ma non è stato prelevato alcun campione del terreno che permetta ipotesi più concrete.

    54 Mercando 2003c, p. 240-242. L’area è stata musealizzata all’interno del parcheggio multipiano Palazzo ed è attualmente visibile e visitabile su richiesta.

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    56 Totalmente assente la sigillata gallica, erano presenti diversi frammenti di TSI.

    57 Il terminus post quem è dato dal rinvenimento di una moneta di Tito tra i materiali degli strati stesi per livellare il terreno dopo la distruzione del primo edificio.

    58 La necessità di avere degli spazi dedicati allo stoccaggio delle merci era strettamente legata alla costruzione di un porto (Rousse 2006, p. 144).

    59 In un momento successivo, non databile con precisione, nello stesso luogo viene costruita una capanna in materiali leggeri e deperibili, come vimini, ramaglie e impasti di terra, impostati probabilmente su una debole armatura in legno.

    60 Pejrani Baricco - Subbrizio 2007, p. 124-125.

    61 Sordes urbis 2000 ; La ville et ses déchets 2003 (si vedano in particolare per le discariche pubbliche i casi di Autun e Nîmes) ; Horti et sordes 2008.

    62 Sono praticamente assenti i residui e mancano quasi del tutto anche i materiali più tardi.

    63 Brecciaroli Taborelli - Gabucci 2007. Nell’allestimento della mostra Archeologia a Torino, nelle sale del Museo di Antichità, si è cercato di riprodurre la situazione dell’accumulo dei rifiuti, ricorrendo però a una distinzione in gruppi che non corrisponde alla realtà, ma è funzionale a illustrarne le diverse componenti e la messe di informazioni che se ne possono trarre (fig. 1).

    64 La classificazione preliminare è stata condotta, insieme a me, da Angela Deodato, Elena Quiri e Stefania Ratto. Nel corso del lavoro alcuni oggetti sono stati fotografati e molti altri sono stati individuati per il disegno, che però non è stato possibile realizzare. Le statistiche e le riflessioni che seguono partono da quel lavoro di classificazione, certamente non esaustivo, ma già utile a una visione panoramica. Dati di sintesi sono in Brecciaroli Taborelli - Gabucci 2007, p. 254-256.

    65 Ritengo che la maggior parte dei frammenti non attribuiti sia di fabbrica padana, ma è un’ipotesi, ovviamente, da verificare.

    66 Nelle operazioni di classificazione preliminare è stata fatta una accurata ricerca degli attacchi e per frammenti si intendono per lo più parti di esemplari differenti.

    67 Un frammento di coppa Hayes 50 in sigillata africana C.

    68 Mancano quasi del tutto gli indizi di un’occupazione dell’area già in età augustea e i reperti più antichi si datano all’inizio dell’età tiberiana (Brecciaroli Taborelli - Gabucci 2007, p. 254).

    69 Uno con la firma di Primus II (cfr. infra).

    70 Sono state raccolte circa 800 casse di materiali.

    71 Si veda al Capitolo 10, §10.1.4.

    72 Il maggiore accumulo di materiale è stato individuato subito fuori da una delle torri postierla.

    73 Sabinus III secondo la banca dati del RGZM.

    74 Devo la precisazione cronologica a Richard Delage ; la datazione di NOTS, invece, è più bassa (160-200).

    75 Si veda al Capitolo 9, §9.1.2.

    76 In questo paragrafo sono stati inseriti alcuni fondi bollati con marchio molto frammentario, poco leggibile o difficilmente interpretabile, una serie di frammenti di fabbrica gallica per i quali è problematico stabilire se vengano da officine meridionali o centrali e altri che, almeno per me, sono fonte di perplessità. Ritengo però, come ho ribadito in più occasioni, che i materiali che non siamo in grado di definire e collocare ne tempo e nello spazio non vadano accantonati, ma debbano essere adeguatamente pubblicati nella speranza (o certezza) che altri troveranno la soluzione.

    77 I materiali sono ancora in corso di studio, ma una prima analisi sembra evidenziare una sostanziale parità tra le produzioni italiche e quelle galliche, identificate in un primo tempo tutte come meridionali (Filippi 1991, p. 29, nota 44). Per una descrizione dello scavo si veda Filippi 1991, che però affronta, oltre a problemi di metodo, quasi solo l’aspetto della costruzione del palazzo seicentesco.

    78 Pejrani Baricco - Mollo 2001. I materiali sono ora esposti al Museo di Antichità di Torino.

    79 Lo scavo, abbastanza recente, è ancora in fase di studio e non è stata ancora affrontata l’analisi dei materiali.

    Attraverso le Alpi e lungo il Po : importazione e distribuzione di sigillate galliche nella Cisalpina

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    Gabucci, Ada. « 5. Augusta Taurinorum ». In Attraverso le Alpi e lungo il Po : importazione e distribuzione di sigillate galliche nella Cisalpina. Rome: Publications de l’École française de Rome, 2017. doi:10.4000/books.efr.3252.
    Gabucci, Ada. « 5. Augusta Taurinorum ». Attraverso le Alpi e lungo il Po : importazione e distribuzione di sigillate galliche nella Cisalpina, Publications de l’École française de Rome, 2017, https://doi.org/10.4000/books.efr.3252.

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    Gabucci, Ada. Attraverso le Alpi e lungo il Po : importazione e distribuzione di sigillate galliche nella Cisalpina. Publications de l’École française de Rome, 2017, https://doi.org/10.4000/books.efr.3241.
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