1) Aristide Leonori (1856-1928), The Architect of the Pope. Prospettive extraeuropee del medievalismo romano
Texte intégral
1Aristide Leonori si forma nella capitale con Virginio Vespignani. Profondamente devoto, prende i voti di Terziario francescano, si impegna nel campo dell’architettura religiosa declinando con fantasia ed abilità stili architettonici diversi. Il gotico assume comunque per Leonori il massimo grado di idoneità, funzionale ed estetica, per gli edifici religiosi perché il più consono al raccoglimento e alla preghiera.
2Il primo incarico americano di Leonori è la costruzione, avviata nel 1888, della chiesa e del convento del Mount St. Sepulchre a Washington per i Francescani di Terra Santa nel quale riproduce i principali santuari della Palestina. L’opera somma caratteri bizantini, romanici e rinascimentali. Inizia così la sua carriera internazionale che lo porta a compiere trentaquattro viaggi transoceanici per seguire i lavori da lui avviati negli Stati Uniti.
3A Chicago per la decorazione del Mausoleo dei Vescovi del Mount Carmel a Hillside Leonori progetta l’esecuzione di mosaici e pavimento di ispirazione cosmatesca, realizzati a Roma e a Venezia tra 1911 e 1913 e montati in loco. A Leonori si deve l’ideazione del programma decorativo con richiami a simboli e temi catacombali, per esaltare la purezza della fede dei primi cristiani e la forza dirompente del Cristianesimo nella storia dell’umanità. Nel 1911 a St Louis nel Missouri progetta della decorazione di due cappelle della nuova cattedrale in stile bizantino, coinvolgendo il pittore Virginio Monti, protagonista della decorazione religiosa romana. Nello stesso anno avvia la costruzione in forme gotiche della nuova cattedrale di St. Joseph a Buffal, New York, demolita per ragioni statiche negli anni settanta del ‘900.
4Realizza arredi in stile per la cattedrale di St. Patrick ad Armagh in Irlanda (1904), costruzione neogotica progettata nel 1854 da J. J. McCarty, e per la cattedrale cattolica di Westminster a Londra su disegno dell’architetto John Francis Bentley, che aveva progettato l’edificio in stile bizantino, coinvolgendo in entrambi i casi nella realizzazione delle opere artigiani ed artisti italiani.
5Tra 1904 e 1909 Leonori realizza la chiesa di San Giuseppe al Cairo con forme ispirate all’architettura mendicante mentre il sobrio interno riecheggia formule rinascimentali.
6Se la sua attività si svolge principalmente all’estero, estendendosi dall’Australia al Sudan, sono molto significative anche le sue chiese romane. Nel 1908 progetta per conto di Don Luigi Guanella la chiesa San Giuseppe al Trionfale di impronta purista; nel 1911 viene inaugurata San Patrizio in via Boncompagni per i PP. Agostiniani Irlandesi, in uno stile da lui definito “lombardo”; nel 1913 iniziano i lavori per la chiesa della Santa Croce al Flaminio, voluta da Pio X espressamente in stile romano basilicale, nell’ambito delle celebrazioni del XVI Centenario dell’editto di Milano, l’anno successivo sperimenta anche nella capitale il lessico neogotico nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù in via di Porta Salaria, odierna via Piave.
7L’esperienza professionale di Leonori è paradigmatica della globalizzazione della fenomenologia del medievalismo che trova nell’edilizia religiosa un campo d’elezione. La tendenza, nata in seno alla cultura romantica, viene ripresa tardivamente in Italia e risemantizzata in senso romano e cattolico durante il pontificato di Pio X. Leonori restituisce in maniera esemplare nella chiesa romana della Santa Croce al Flaminio l’esigenza espressa dal pontefice di riproporre lo stile basilicale quale immagine identitaria del cattolicesimo romano. Tuttavia Leonori porta anche a Roma espressioni formali di derivazione transalpina nella chiesa di via Piave, per le spagnole Ancelle del Sacro Cuore di Gesù. L’edificio, per il quale Leonori progetta interamente gli arredi, suscita a due decenni di distanza la disapprovazione dell’archeologo Augusto Grossi Gondi, che la liquida con queste parole “Per ogni dove è profusa tale sovrabbondanza di ornamentazione dorata che più che il buon gusto, manifesta il fasto spagnolo adoperato a scopo di culto, imposto al nostro ingegnere”.
8Parole dal valore assolutorio che rispecchiano il netto mutamento degli indirizzi estetici degli anni Trenta, contraddette tuttavia da quanto realizzato da Leonori oltreoceano, dove viene chiamato spesso anche per la sola progettazione della decorazione interna di edifici in stile nei quali adotta abitualmente formule gotiche o temi ispirati all’arte dei marmorari romani. Leonori fa realizzare gli arredi, pronti per essere esportati, principalmente a Roma dove operano nel campo del restauro botteghe di marmorari, scalpellini, intagliatori, ebanisti e bronzisti con i quali stringe solidi legami commerciali. Al passaggio del secolo l’impegno di progettisti, artisti e artigiani nel restauro ne favorisce infatti la dimestichezza con i manufatti del medioevo e del rinascimento e la capacità di riproporne le forme. L’unità figurativa di questi edifici religiosi in stile risulta spesso compromessa dalle trasformazioni dei decenni successivi. Emerge comunque il carattere ad un tempo filologico e astratto di un medioevo che diventa “luogo” dello spirito, espressione del cristianesimo universale.
Fig. 1 – Aristide Leonori, St. Louis (Missouri), cattedrale di Saint Louis, cappella della Beata Vergine, mosaici tratti dai cartoni di Virginio Monti (foto dell’autore).

Fig. 2 – Aristide Leonori, Cattedrale di St. Joseph a Buffalo, New York, demolita.

Bibliografia
9Grossi Gondi 1936
Nuzzo 2016
Auteur
-
Mariella Nuzzo
MIBAC – Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma
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