2) Quale medioevo. In cerca di un Coppedè medievale
Texte intégral
1Il quartiere Coppedè, progettato come nuova cellula urbana dall’architetto fiorentino Gino Coppedè a partire dal 1915, costituisce un unicum nell’orizzonte architettonico e decorativo del primo Novecento romano. Il multiforme linguaggio che investe la concezione stessa e la realizzazione materiale dei villini e delle palazzine, alle spalle di piazza Buenos Aires, si esplicita attraverso un eclettismo elegante e spettacolare che è diventato sigillo del luogo e sua qualità indiscussa. Fra gli stili storici ai quali Coppedè attinge quello medievale appare tra i prediletti, concentrato nel cuore dell’area e su edifici ben visibili. Il medioevo si qualifica qui come una sorta di pastiche (affilato e consapevole oppure esclusivamente formale e di superficie?) dato dalla combinazione di materiali tratti dall’edilizia civile e religiosa medievale, dal ricorso a soggetti e stilemi della tradizione cavalleresca nelle pitture murali e nei rari mosaici, anche dalla predilezione per soluzioni e parati architettonici che appaiono citazioni esplicite da loggiati, torri, rilievi e arredi di un medioevo reale e certamente veduto soprattutto in Italia e in Europa del Nord ma stravolto in una ricombinazione chimerica e senza precedenti. Qui si propone di tracciare una “mappa” del lessico medievalistico, di estrarlo dal vortice eclettico che investe il quartiere per tentare di comprenderne l’estensione, le categorie materiali e stilistiche, le fonti e i modelli, l’eventuale portata storicistica, e circoscriverne la funzione di revival, capire in fondo quale e quanto sia il medioevo sognato da Gino Coppedè.
Auteur
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Geraldine Leardi
MIBAC – Galleria Borghese
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