1 Al riguardo si vedano le molteplici dichiarazioni dello stesso regista in: Lars von Trier, Gli Idioti. Dogma95. La sceneggiatura. Il diario di lavorazione, Ubulibri, Milano, 1999; e in: Lars von Trier, Il cinema come Dogma. Conversazioni con Stig Björkman, Mondadori, Milano, 2001.
2 Sul piano, per così dire, epistemologico, una profonda influenza ha certamente avuto l’opera del neurologo Oliver Sacks, diventata di larga diffusione nel corso degli anni Ottanta e talvolta frequentata anche dal cinema – si pensi a Awakenings (Risvegli, Penny Marshall, 1990). Diversamente, sul piano storico e culturale, fra le numerosissime opere di diversa ispirazione (uno per tutti, Foucault), ci limitiamo a ricordare il sempre inoppugnabile testo di Carlo Cipolla, Le leggi fondamentali della stupidità umana, in Carlo Cipolla, Allegro ma non troppo, il Mulino, Bologna, 1988.
3 Sul tema si veda: Riccardo Caccia, Forrest Gump, in Gianni Canova (a cura di), Robert Zemeckis, Marsilio, Venezia, 2008 (e relativa bibliografia).
4 Come si può immaginare, la pubblicistica in merito, nel campo della popular culture, è imponente. Si vedano, fra gli altri: Robert W. Sweeny, “This Performance Art is for the Birds”: Jackass, ‘Extreme’ Sports, and the De(con)struction of Gender, «Studies in Art Education», XLIX, 2, 2008, pp. 136-146; Simon Lindgren, Maxime Lélièvre, In the Laboratory of Masculinity: Renegotiating Gender Subjectivities in MTV’s Jackass, «Critical Studies in Media Communication», XXVI, 5, 2009, pp. 393-410.
5 Non suoni un parallelo eretico. In Italia, l’artista concettuale Maurizio Cattelan ha collaborato con gli eredi locali di questo tipo di televisione, Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, alias I soliti idioti, non a caso inaugurato da MTV nel 2009 e dichiaratamente ispirato alla trasmissione inglese Little Britain (David Walliams, Matt Lucas, 2003-2006). Al riguardo si veda: http://www.huffingtonpost.it/2013/10/25/maurizio-cattelan-bologna_n_4163286.html
6 Si vedano al riguardo: Jérȏme Larcher, Éloge de Jim Carrey, «Cahiers du Cinéma», 548, 2000; Giacomo Manzoli, Jim Carrey, l’enigmatica perfidia, «Cineforum», 402, 2001 (si parva licet); Vivian Sobchack, Thinking through Jim Carey, in Cynthia Baron, Diane Carson, Frank P. Tomasulo (eds.), More Than a Method. Trends and Traditions in Contemporary Film Performance, Wayne State University Press, Detroit, 2004.
7 Per esempio in: Emanuela Martini (a cura di), Dementia 2000, «Cineforum», 402, 2001.
8 Si veda, sul tema, Michael Medved, Hollywood vs. America: Popular Culture and the War on Traditional Values, Harper, New York, 1993.
9 Si veda, al riguardo, Ryan Dawson, Seinfeld: A Show about Something, Cambridge University Press, Cambridge, 2006 e William Irwin (ed.), Seinfeld and Philosophy: A Book about Everything and Nothing, Open Court Publishing Company, Peru, Illinois, 1999.
10 Un esempio interessante, che presenta anche una rassegna capace di offrire un quadro ampio delle posizioni in gioco, è dato da David Zagorski, Pop Culture Limbo: How Low Can We Go?, «California State University Review», VI, 2, 2001.
11 Ci riferiamo alla matrice etimologica del termine “osceno” (bandito dalla scena) così come problematizzato a partire dal celebre contributo di Julia Kristeva, Poteri dell’orrore. Saggio sull’abiezione, Spirali, Milano, 1981.
12 Kathleen LeBesco, There’s Something about Disabled People: The Contraddictions of Freakery in the Films of the Farrelly Brothers, «Disability Studies Quarterly», XXIV, 4, 2004.
13 Si vedano, per tutti, Kathleen LeBesco, Revolting Bodies? The Struggle to Redefine Fat Identity, University of Massachussetts Press, Amherst, 2004 ed Esther Rothblum, Sondra Solovay (eds.), The Fat Studies Reader, New York University Press, London & New York, 2009.
14 Jenkins ne parla in The Wow Climax: Tracing the Emotional Impact of Popular Culture, New York University Press, New York & London, 2007. Il testo sul vaudeville cui fa riferimento, invece, è Henry Jenkins, What Made Pistacchio Nuts? Early Sound Comedy and the Vaudeville Aesthetic, Columbia University Press, New York, 1992.
15 Al riguardo, nella sterminata bibliografia sul tema, ci limitiamo a segnalare il numero monografico della rivista CinémAction curato da Françoise Puaux, Le comique à l’écran, 82, 1997.
16 Henry Jenkins, Tara McPherson, Jane Shattuc, The Culture That Sticks to Your Skin: A Manifesto for a New Cultural Studies, in Id. (eds.), Hop on Pop. The Politics and Pleasures of Popular Culture, Duke University Press, Durham & London, 2002. Per illustrare la caratteristica della “particularity”, Jenkins e colleghi sono laconici: «details matter».
17 Peter Berger, Thomas Luckmann, La realtà come costruzione sociale, Il Mulino, Bologna, 1969.